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“Una vita da social”: tappa a Fermo
per il truck della polizia
sulla sicurezza on-line

WEB - Il direttore Roberto Sgalla: "Il fascino della Rete e la sottile suggestione del messaggio virtuale, cosi come l’idea di sentirsi anonimi e il senso di de-responsabilizzazione rispetto ai comportamenti tenuti online, stanno dilagando. Per fare della Rete un luogo più sicuro crediamo tuttavia che occorra continuare a diffondere una cultura della sicurezza per un uso corretto e consapevole del web"
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E’ partita ieri, da Matera, la sesta edizione di “Una vita da social”, la campagna educativa itinerante sui temi dei social network e del cyberbullismo.

Il truck di “Una vita da social”, allestito con un’aula didattica multimediale, quest’anno appunto, è partito da Matera, capitale europea 2019 della cultura, e concluderà il suo tour a Roma, toccando le principali città italiane. E la tappa a Fermo è in calendario per il 19 marzo.

Nel corso delle tappe gli operatori della Polizia postale incontreranno studenti, genitori e insegnanti sui temi della sicurezza online con un linguaggio semplice adatto a tutte le fasce di età. Inoltre, in questa edizione gli studenti – fanno sapere dalla polizia di Stato – attraverso il diario di bordo https://www.facebook.com /unavitadasocial, potranno lanciare il loro messaggio positivo contro il cyberbullismo”.

Capire i ragazzi oggi non è sempre per gli adulti compito agevole, soprattutto quando si tratta di comprenderne i bisogni, i modelli di riferimento, gli schemi cognitivi inerenti i diversi gruppi di riferimento che compongono il variegato universo giovanile – afferma Roberto Sgalla, direttore centrale delle Specialità della Polizia di Stato – il fascino della Rete e la sottile suggestione del messaggio virtuale, cosi come l’idea di sentirsi anonimi e il senso di deresponsabilizzazione rispetto ai comportamenti tenuti online, stanno dilagando. Per fare della Rete un luogo più sicuro crediamo tuttavia che occorra continuare a diffondere una cultura della sicurezza per un uso corretto e consapevole del web”.

“Da una ricerca condotta da Skuola.net, dalla Sapienza università di Roma e Università Cattolica di Milano per conto della Polizia di Stato, è risultato che ancora oggi – continuano dalla polizia di Stato – i ragazzi si esprimono e sembrano pensare che il web sia un po’ “una terra di nessuno”; si scambiano messaggi e post senza pensarci troppo e le azioni online vengono valutate spesso come un gioco privo di conseguenze, ma purtroppo le conseguenze ci sono: i minori vittime di reato contro la persona negli anni sono raddoppiati passando dai 104 casi registrati nel 2016 ai 177 nel 2017 e ai 208 nel 2018.

Tra i giovani, poi, è ormai appurata la selfie-mania un’attività che impegna i ragazzi per almeno 10 minuti al giorno; tale “impegno” però ha dei rischi: l’attrazione per il selfie, alle volte, è tale da spingere i ragazzi a mettersi deliberatamente in una situazione di pericolo, come in più occasioni raccontato dalle cronache.

Attraverso il progetto ‘Una vita da social’, realizzato dalla Polizia postale e delle comunicazioni in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e con il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, gli specialisti della Polizia hanno incontrato oltre 1 milione e 700 mila studenti sia nelle piazze che nelle scuole, 180 mila genitori e 100 mila insegnanti, coprendo gran parte del territorio nazionale. Confermata la presenza, a fianco della Polizia postale, di aziende come Facebook, Euronics, FireEye, Google, Instagram, Nexi, Karpesky lab, Skuola.net, Baci Perugina, Vodafone, WindTre, YouTube”.


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