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Lo chef Ferracuti di ritorno da Sanremo: “Basta campanilismi, apriamo la mente”

RIFLESSIONI - Il commento del giovane cuoco sangiorgese dopo l'evento di Sanremo: "Una ricetta locale può fare il giro del mondo e tornare a casa con più consapevolezza della propria forza"
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di Nunzia Eleuteri

Del pensiero condiviso sui social dallo chef Pierpaolo Ferracuti a due giorni dall’evento culinario di Sanremo, colpisce soprattutto quel “bisognerebbe mettere da parte il continuo astio, il campalinismo, la polemica e aprire la mente”. Un invito a fare sinergia, a muoversi insieme, magari continuando ad incontrare maggiori difficoltà rispetto a territori più conosciuti e più capaci di farsi apprezzare. Ma è soltanto nella condivisione, rimarca il giovane e talentuoso cuoco, che il Fermano troverà la chiave per emergere, in ogni settore.

“Ci è stata data una grandissima opportunità, è stato fatto un grandissimo lavoro, il comune di Montegranaro è riuscito a portare ad un festival internazionale una regione intera troppo spesso rimasta in disparte” ricorda Ferracuti.

“Si poteva fare di meglio?”, è la domanda che si pone e alla quale risponde: “Certamente, ma ciò non toglie il grande lavoro che è stato fatto. Io, personalmente, e la mia brigata abbiamo passato un mese intero nella preparazione di questo evento, notti e giorni a parlare e confrontarci come riuscire in un’ora a dare un messaggio semplice e di impatto; continue telefonate con Laura Latini, Ilio Masprone, organizzatore dell’evento, fornitori per riuscire ad avere le migliori materie prime. E’ stato fatto il massimo e penso che, per una volta, bisognerebbe mettere da parte il continuo astio, il campanilismo, la polemica e aprire la mente. Il ‘made in’ è promozione, condivisione, incontro, cultura che si mescola, partire da un punto per arrivare dall’altra parte del mondo, sinergie. Bisogna guardare un po’ più in là e con un po’ più di consapevolezza”.

Quanto alla sua professione, il messaggio di Ferracuti è inequivocabile: “Oggi più che mai, nella vita come nella cucina, la parola chiave è condivisione, non abbiamo bisogno di confini, una ricetta locale può fare il giro del mondo e tornare a casa con più consapevolezza della propria forza, un brodetto sangiorgese può convivere benissimo con un pesto alla genovese come una cacciatora può rivivere per le strade di Hong Kong e mantenere le sue origini senza essere dimenticata. Questo è il mio personale pensiero e auspico che un giorno possa essere punto di incontro per tutti”.

Spunti di riflessione immediatamente ripresi dalla Latini, consigliere comunale di Montegranaro che è stata la vera artefice della vetrina promozionale al Festival di Sanremo: “Come ho già detto molte volte, per questo scegli uno chef e uno staff. Non solo perché sanno fare il proprio lavoro, non solo perché sono professionisti e sai che affidandoti a loro puoi stare tranquilla, ma perché sono persone speciali. Persone capaci di credere in un progetto e di lavorare perché tutto riesca nel migliore dei modi in ogni aspetto, perché si dia visibilità alle aziende, perché la cucina sia impeccabile, perché gli ospiti stiano bene, perché ogni spazio di promozione venga sfruttato”.

“Si può fare meglio? – si interroga anche la Latini – Sicuramente. Ma delle persone e delle aziende che ho scelto, non cambierei nemmeno una virgola”.

 


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