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Felicioni a sorpresa: “Mi dimetto”
Il leader del Laboratorio civico lascia

PORTO SANT'ELPIDIO - Dopo appena 7 mesi di legislatura, l'ex candidato sindaco lascia la guida del Laboratorio civico e il ruolo di capogruppo in Consiglio comunale; al suo posto entrerà Pierpaolo Lattanzi
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Alessandro Felicioni

“Do le dimissioni, prima di tutto dall’Associazione Laboratorio Civico e, conseguentemente, dalla carica di consigliere comunale”. Alessandro Felicioni ha affidato ad un post su Facebook l’annuncio dell’addio al progetto che ha guidato dall’inizio dello scorso anno e dal suo posto ai banchi di minoranza. Una scelta sorprendente, dopo poco più di 7 mesi dall’inizio della legislatura.

Un’esperienza politica brevissima, 14 mesi sono passati dal suo annuncio di volersi candidare a sindaco, un anno esatto dalla presentazione del suo progetto civico a Villa Baruchello. “Voglio che mi resti di questa avventura il ricordo di tutto ciò che di bello, inimmaginabile, assurdo e travolgente abbiamo vissuto e costruito fin dall’inizio – rimarca il commercialista . Ringrazio Pierpaolo, Angelo, Marco, Milo, Paolo e tutti gli altri che si sono avvicinati strada facendo e che hanno contribuito a rendere possibile un sogno. Penso di aver fatto qualcosa di buono per il mio paese; se ripercorro tutta la strada fatta, tra errori, gioie e emozioni di ogni tipo, mi sento tranquillo con me stesso; ed è questo, più di tutto, che mi fa credere di aver fatto il mio”.

Un’immagine della presentazione del Laboratorio civico durante la scorsa campagna elettorale

Il civico spiega così la sua decisione: “Lascio il laboratorio perché non sono stato in grado di convogliare le mille anime dello stesso in un’unica direzione; lascio perché mi sento il primo responsabile dei conflitti, delle polemiche e degli attriti di questi giorni. Responsabile perché non sono riuscito a far comprendere l’obbiettivo finale comune e la sua importanza di fronte alle individualità di ciascuno di noi, ai diversi caratteri e alle diverse aspettative. Ho pensato che la chiarezza con cui vedo io il fine fosse la stessa per tutti e fosse giusto pretendere che tutti mettessero da parte un po’ di sé stessi per il bene comune; non è così ed è giusto che non sia così. La forza del Laboratorio è proprio quella di avere menti pensanti, gente che non deve rispondere a nessun ordine di partito o ideologia preconcetta; e questo è possibile solo per coscienze e personalità forti, che non hanno, appunto, bisogno di alcun vessillo preconfezionato per poter valutare ciò che è giusto e ciò che non lo è”.

Felicioni aggiunge di aver pensato che il suo ruolo “fosse quello di catalizzare queste energie e queste potenzialità per rendere più efficace la nostra azione e, in definitiva, realizzare quell’agognato cambiamento alla guida del nostro paese. Il problema, però, è che io non sono un collettore, sono un uomo anch’io, con la mia personalità, le mie esperienze, il mio carattere, i miei difetti e la mia libertà. E non posso rinnegare quello che sono; nemmeno per Laboratorio Civico. Non posso rinnegarlo perché l’uomo che sono ha creato Laboratorio Civico e ha fatto pensare a più di 2500 persone che la nostra squadra potesse essere in grado di amministrare il paese; non posso rinnegarlo per la mia famiglia, per quello che mi ha dato e per come mi ha sempre supportato. Ma, in definitiva, il fatto è che non voglio nemmeno rinnegarlo”.

Felicioni chiude così: “Quello che sono, nel bene e nel male, è anche quello che non mi permette di domare tutte le personalità che ci sono nel Laboratorio. E quindi faccio un passo indietro. Il Laboratorio orami è cresciuto e cammina da solo; sarà in grado di rigenerarsi e trovare al suo interno o al suo esterno, chi abbia la forza di guidare un’energia così pulsante e inesauribile. Fuori dal Laboratorio, per me, non esiste alcun ruolo in consiglio; nessuno di noi è un politico, io meno di tutti; mi dimetto da consigliere comunale per permettere che il Laboratorio Civico possa ancora avere due esponenti nelle istituzioni e continuare a lavorare come abbiamo fatto finora”.

A succedergli sui banchi del Consiglio comunale sarà Pierpaolo Lattanzi, il più votato nella seconda lista della coalizione civica, il Laboratorio civico Arancione.


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