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Un altro passo per inserire i Sibillini del Fermano nella Riserva della Biosfera Unesco

AMANDOLA - L'incontro tra sindaci dei comuni dell'entroterra fermano e funzionari della Regione Marche è servito a porre basi per lo sviluppo del progetto
lunedì 11 Febbraio 2019 - Ore 14:13
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di Alessandro Giacopetti

Sindaci dei Comuni montani del Fermano e funzionari della Regione Marche si sono ritrovati venerdì scorso nella sala consiliare del Comune di Amandola. Obiettivo: entrare a far parte del circuito Unesco per accrescere le possibilità di conservare e valorizzare l’area dei Monti Sibillini. E’ stato, quindi, creato un tavolo di intesa riguardo al Programma Unesco MaB, progetto che potrebbe portare l’Appennino marchigiano a far parte della Riserva della Biosfera Unesco. Il progetto MaB nasce nel 1971 per fornire basi scientifiche per l’uso sostenibile e razionale delle risorse della biosfera, riequilibrando il rapporto tra uomo e ambiente. Individua i cambiamenti nella biosfera e gli effetti che hanno sull’uomo, studia i rapporti tra gli ecosistemi e i processi socio-economici che influiscono sul benessere umano.

Presenti all’incontro i sindaci di Amandola, Montefalcone Appennino, Montefortino, Montelparo, Santa Vittoria, Smerillo, il Consigliere del GAL Fermano Severini, il presidente dell’unione montana dei Sibillini Corbelli, il Consigliere della Regione Marche, Traversini, l’assessore alla Valorizzazione dei beni ambientali e Tutela del paesaggio, Sciapichetti, l’esperto della Commissione Nazionale Unesco, Cerrato, rappresentanti del club Unesco di Tolentino.

Proprio il club Unesco di Tolentino ha svolto un ruolo decisivo per l’organizzazione del gruppo di lavoro. Risultati concreti dovrebbero vedersi a partire da maggio 2020 quando i Comuni inseriti nel progetto otterranno il prestigioso riconoscimento di area come riserva Unesco. Tre le zone. Core Zone: comprendente le aree centrali costituite da territori protetti da norme specifiche per la salvaguardia e conservazione e dove sono consentite solamente attività ad impatto zero. Buffer Zone: riguarda le aree che circondano le zone centrali dove potranno essere svolte attività come educazione ambientale, ecoturismo, monitoraggio e ricerca scientifica. Transition Zone: si trova attorno alle due aree precedenti, dove saranno permesse le pratiche di utilizzo sostenibile delle risorse.


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