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Premio Volponi, un’edizione all’insegna
di Marco Tullio Giordana
e del progetto Mediterranea

PORTO SAN GIORGIO - Presentato il programma che prenderà il via sabato 23 febbraio. Finale nel pomeriggio di domenica 3 marzo al Teatro comunale
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redazione CF

Cambia il periodo ma non l’essenza del Premio letterario “Paolo Volponi”, giunto alla sua quindicesima edizione. A rimarcarne l’importanza l’Amministrazione comunale di Porto San Giorgio, gli organizzatori, le istituzioni e le associazioni partner di un’iniziativa dedicata all’impegno civile ed incentrata sulla figura del compianto Volponi.

Si parte sabato 23 febbraio dalla Sala degli Artisti di Fermo, alle ore 17, con la proiezione del film “I centi passi” di Marco Tullio Giordana, vincitore del Premio “Mario Dondero per l’impegno civile”, a cui il Circolo del Cinema Metropolis, new entry della manifestazione, ha voluto dedicare una retrospettiva che conterrà anche “Nome di donna” (martedì 5 marzo, ore 21.30) e “Romanzo di una strage” (mercoledì 13 marzo, ore 19).

Si prosegue giovedì 28 febbraio a Monte Vidon Corrado che, all’interno del Teatro comunale, ospiterà dalle ore 21 Helena Janeczek, autrice del libro “La ragazza con la Leica”. Dialogherà con la scrittrice Stefano Bracalente del Centro Studi “Osvaldo Licini”. Nell’occasione, grazie al supporto della Fototeca provinciale di Fermo, verranno anche proiettate alcune foto di Mario Dondero nei luoghi di Robert Capa.

Duplice appuntamento a Fermo venerdì 1 marzo. Si comincia alle ore 18 nella Sala lettura della Biblioteca civica “Romolo Spezioli” con la presentazione del libro di Luigi Di Ruscio “Poesie” e l’intervento del critico letterario Massimo Raffaeli. Nel corso dell’incontro a Matteo Cavezzali, autore del libro “Icarus”, verrà consegnato il Premio “Stefano Tassinari per l’opera prima”. Alle ore 21 trasferimento allo Spazio Betti per la presentazione del libro di Marco Scolastici “Una yurta sull’Appennino”, organizzata in collaborazione con Nuova Ricerca Agenzia Res. L’autore verrà intervistato da Andrea Braconi.

Sabato 2 marzo incontro nell’aula magna del Liceo Scientifico “T.C. Onesti” con gli autori finalisti e Angelo Ferracuti, che cura l’organizzazione del Premio Volponi insieme a Giuseppe Buondonno. In serata, a partire dalle ore 20, aperitivo-cena con gli scrittori finalisti Rossella Milone (“Cattiva”), Davide Mencarelli (“La casa degli sguardi”) e Andrea Gentile (“I vivi e i morti”).

La finale, tradizionalmente collocata nella serata del sabato, questa volta si svolgerà la domenica pomeriggio, alle ore 17.30 al Teatro comunale di Porto San Giorgio. Oltre ai finalisti, protagonisti dell’evento del 3 marzo saranno il conduttore Giorgio Zanchini, la musicista Serena Abrami, l’attrice Alessandra Fallucchi che leggerà testi di Volponi, Marco Tullio Giordana che riceverà il premio dedicato a Dondero e Alessandro Metz per il progetto Mediterranea Saving Humans, al quale sarà consegnato il Premio “Cultura e impresa”.

“Questo è un premio accreditato nel panorama nazionale – ha commentato il sindaco Nicola Loira -. Non si tratta solo di un concorso tra opere letterarie, ma anche di un momento di riflessione, dibattito e discussione, oltre che di racconti di esperienze che autori e ospiti sono portatori”.

Un ringraziamento alle istituzioni e ai tanti sponsor (a partire da Conad e Fondazione Carifermo) che sostengono e concorrono alla realizzazione del Premio è arrivato da Giuseppe Buondonno. “A novembre eravamo in una fase anomala, con difficoltà di carattere finanziario ed organizzativo che ci hanno portato a fare il Premio in questo periodo. La giuria tecnica (formata da Maria Pace Ottieri, Lorenzo Pavolini, Andrea Bajani e Marco Filoni) ha scelto tre libri forti da un punto di vista letterario che, mi preme ricordarlo, sono stati distribuiti alla giuria popolare che sceglierà il vincitore, compresi gli studenti delle scuole superiori che rappresentano un terzo dei 70 giurati. Quindi, in questo territorio sono stati distribuiti circa 300 libri, un segnale importante in un momento molto complesso”.

“Ancora una volta avremo l’occasione per discutere ed ascoltare testimonianze di persone ed esempi concreti su ciò che ha rappresentato Paolo Volponi, una figura ricordata la scorsa settimana da Dacia Maraini in occasione dell’incontro tenutosi proprio a Porto San Giorgio – ha aggiunto l’assessore alla Cultura Elisabetta Baldassarri -. All’interno del Premio, la giuria popolare rappresenta e sintetizza le diverse anime di questa manifestazione, della quale mi piace segnalare la novità rappresentata dalla presenza e dal supporto del Circolo del Cinema Metropolis. Un ringraziamento voglio farlo ad Aldo Bonomi, che ha dato spunti e contatti importanti”.

Paolo Volponi chiama, Fermo risponde: così il vice sindaco e assessore alla Cultura Francesco Trasatti. “Ospiteremo nella biblioteca un momento importante dedicato a Luigi Di Ruscio e si è citato Dondero, con un pensiero che va anche al Terminal che dedicheremo proprio a Mario, una struttura che spero in futuro possa essere destinata ad iniziative del genere. Di fatto, questo Premio è l’unica occasione per stimolare i giovani ad una lettura critica, in riferimento alla società che si attraversa e alla contemporaneità che vivono”.

In rappresentanza dei Comuni di Altidona, Montegranaro e Monte Vidon Combatte sono intervenuti gli assessori Gianni Lanciotti e Giacomo Beverati, affiancati da Stefano Bracalente del Centro Studi “Osvaldo Licini”.

“Siamo contenti ed onorati di farne parte – ha commentato Lanciotti -. Pur non avendo un evento nel nostro Comune, c’è però il coinvolgimento della Fototeca provinciale che ospitiamo”.

“Montegranaro è stato sin dall’inizio un attore determinante del Premio Volponi – ha voluto precisare Beverati – e anche quest’anno dovevamo esserci. Paolo Volponi è stato una figura centrale nella storia economica e culturale di questo Paese. Qui nelle Marche il tessuto delle imprese è stata la rete su cui si è costruita la società, una rete che però oggi si sta rompendo. Per questo motivo è importante accendere i riflettori e ragionare su cosa non ha funzionato negli ultimi 30 anni”.

“Quello della Janeczek – ha sottolineato Bracalente – è un libro importante, soprattutto per la storia che racconta, dimenticata per decenni: quella di Gerda Taro, la prima fotoreporter di guerra a morire sul fronte e portatrici di valori che il Centro Studi è felice di interpretare. Attraverso questa storia avremo anche l’occasione di portare un ulteriore omaggio a Mario Dondero”.

“Purtroppo – ha ricordato Pacifico D’Ercoli della Fototeca provinciale di Fermo, con sede ad Altidona – con lo slittamento del Premio abbiamo preso impegni per altre cose e ci siamo limitati a questa iniziativa di affiancare fotografie che abbiamo sulla questione del miliziano, una ricerca che Mario ha fatto per tanti anni”.

Per il club L’Altritalia di Montegranaro, tra i principali sostenitori della manifestazione, era presente Francesca Iacoponi.

Emozionato per questo debutto all’interno del Premio Volponi Andrea Cardarelli, gestore della Sala degli Artisti di Fermo. “Si è pensato di fare questa retrospettiva su Marco Tullio Giordana scegliendo tre film significati come “I cento passi”, che caratterizza la sua opera, “Romanzo di una strage”, perché quest’anno cade il 50esimo anniversario della strage di Piazza Fontana, e “Nome di donna”, perché parla della donna in un contesto particolare come quello lavorativo”

“Sono residente a Moresco da pochi mesi, già avere questa accoglienza mi sembra molto significativo e mi sento onorato – ha concluso Alessandro Metz -. E ascoltando capisco molto di più il senso culturale e sociale che ha questo premio letterario. Perché Mediterranea? Volevamo salvarci e volevamo salvare quello che ci rimane a livello di umanità e civiltà. Quindi, mettere in mano la prima nave battente bandiera italiana per verificare quanto accade serviva, appunto, a salvarci. Ed essere premiati qui è un riconoscimento che ci fa inorgoglire. Noi non siamo una organizzazione non governativa, noi siamo un’azione non governativa, con la società civile che ha deciso di acquistare una nave e impegnarsi dove si esprime la contraddizione, cioè lungo la frontiera più pericolosa al mondo, dove di media muoiono 8 persone al giorno. E qui il tema non è essere contro qualcuno, ma è essere a favore della comunicazione di una realtà troppo spesso nascosta”.


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