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Rapine al bar Coco e alla comunità di Capodarco, la polizia smaschera il malvivente

PORTO SANT'ELPIDIO/FERMO - La Procura della Repubblica ha accolto le risultanze investigative della Questura nei due episodi citati, ed il Giudice delle Indagini Preliminari ha emesso nei confronti del rapinatore la misura della custodia cautelare agli arresti domiciliari
giovedì 21 Febbraio 2019 - Ore 16:55
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La polizia nel piazzale della Comunità, la sera della rapina

Due episodi gravissimi, verificatisi ad un mese esatto di distanza, entrambi caratterizzata dalla violenza usata nel primo caso nei confronti di una barista di Porto Sant’Elpidio e nel secondo ai danni di una volontaria della comunità di Capodarco. Dopo accurate indagini gli agenti della questura di Fermo sono risaliti al responsabile: un giovane tossicodipendente.

Nel primo episodio, avvenuto la vigilia di Natale, l’uomo era entrato a volto scoperto nel bar Coco con la scusa di cambiare una banconota da 20 euro in due da 10. La barista stava consegnandogli il denaro, ma improvvisamente il giovane si è portato sul retro del bancone ed avvicinandosi alla cassa, ha iniziato a forzare il cassetto per aprirlo. La barista ha d’istinto cercato di fermarlo ma  il giovane ha iniziato a malmenarla fino ad avere la meglio impossessandosi dell’incasso per poi tardi alla fuga. Barista che con coraggio che cercato di trattenerlo per il giubbino subendo ulteriori percosse. Malvivente che era riuscito a scappare con un bottino di 200 euro.   Le immediate indagini della Questura non hanno trascurato la descrizione somatica del rapinatore, incastrandolo e riconoscendolo anche dalla visione delle immagini delle telecamere di sorveglianza cittadina che lo avevano ripreso anche a bordo della sua auto.

Il secondo fatto risale ad un mese dopo. Era il 25 gennaio scorso quando il criminale, con un gesto fulmineo, aveva rapinato una volontaria della comunità di Capodarco gestita da don Vinicio Albanesi.  Il giovane tossicodipendente  è entrato nei locali della segreteria chiedendo del parroco ma, saputo che quest’ultimo non era in sede, ha domandato alle persone presenti se potevano donargli una piccola somma di denaro. Al loro diniego ed all’invito di tornare al momento in cui era presente il parroco, l’ignoto giovane, con una mossa repentina, ha afferrato la borsa della volontaria, appoggiata sopra la scrivania, guadagnando la fuga.

La donna, presa dal panico, ha cercato di impedire il furto afferrando la sua borsa, ma considerato che lo sconosciuto era più forte di lei, è stata trascinata per alcuni metri insieme a tutta la scrivania, cadendo a terra, fino a quando ha dovuto lasciare la presa, mentre il malvivente fuggiva verso l’uscita. La donna non si era persa però d’animo: ha rincorso il malvivente nel corridoio ed accortasi che la porta di ingresso automatizzata ancora non si era aperta, era riuscita ad afferrarlo, ma questi l’ha strattonata di nuovo guadagnando l’uscita per poi inciampare nell’uscio e cadere. Coraggiosamente, la donna lo ha afferrato per l’ennesima volta per una gamba senza però riuscire a fermarlo, perdendolo di vista nell’oscurità della zona circostante con la refurtiva, di oltre 300 euro oltre al valore della borsa.

Anche in questo caso, le immediate indagini della Questura non hanno trascurato la descrizione somatica del rapinatore, incastrandolo e riconoscendolo anche dalla visione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, che lo vedevano a bordo della sua auto. L’uomo è stato rintracciato la mattina dopo nella zona e indossava ancora gli stessi indumenti utilizzati durante l’atto criminoso.

Dinanzi all’evidenza dei fatti, ha ammesso sin da subito le proprie responsabilità, accompagnando i poliziotti nel luogo dove aveva gettato la borsa, restituita poi alla vittima, dopo aver invece impiegato il denaro negli ambienti dello stupefacente.

La Procura della Repubblica ha accolto le risultanze investigative della Questura nei due episodi citati, ed il Giudice delle Indagini Preliminari ha emesso nei confronti del rapinatore la misura della custodia cautelare agli arresti domiciliari.

Il giovane, tossicodipendente, era già stato in precedenza individuato quale autore di un simile grave reato commesso a Porto Sant’Elpidio il 20 dicembre e, sussistendo il vincolo della continuazione, era stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari anche per i citati eventi svelati dalla Questura di Fermo.

Si spaccia per conoscente di don Vinicio e ruba una borsa nella comunità di Capodarco, la polizia a caccia del ladro


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