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PdL sulle cure palliative,
via libera dalla commissione Sanità

REGIONE - Approvata la proposta di legge sottoscritta da numerosi consiglieri di maggioranza. Prevista l'istituzione di un Coordinamento regionale e di un Centro di bioetica marchigiano
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Via libera da parte della commissione “Sanità” alla proposta di legge riguardante le cure palliative. La pdl (firmatari Biancani, Volpini, Giacinti, Talè, Traversini, Micucci, Urbinati, Giancarli, Busilacchi, Minardi, Mastrovincenzo, Rapa e Marconi) è stata approvata a maggioranza (astenute Leonardi e Pergolesi) dopo alcune modifiche apportate nel corso dell’esame.

“L’obbiettivo è quello di garantire dignità – sottolinea il presidente della commissione , Fabrizio Volpini (Pd), relatore di maggioranza – alle persone che soffrono a causa di malattie incurabili, oncologiche e cronico degenerative, consentendo loro di affrontare in maniera più serena gli ultimi momenti della propria vita. Inoltre con questa proposta di legge intendiamo tutelare in maniera uniforme chi soffre di patologie inguaribili e in stato avanzato, anche non necessariamente nella fase finale della malattia, ma già dal momento della diagnosi”.

“La proposta di legge – spiegano dalla Regione – riafferma la rete locale delle cure palliative, organizzata per area vasta; istituisce il Coordinamento regionale per le cure palliative e il Centro di bioetica regionale che svolge attività di consulenza, studio e approfondimento su problematiche bioetiche, biogiuridiche e sulla prassi assistenziale”.
“Sono favorevole allo sviluppo e a una maggiore diffusione delle cure palliative, con una particolare attenzione a quelle pediatriche – evidenzia la vicepresidente della Commissione, Elena Leonardi (Fd’I), relatrice di opposizione – anche attraverso una razionalizzazione e un miglioramento della rete territoriale. L’auspicio è quello che a una legge che fondamentalmente ribadisce principi nazionali seguano atti concreti, con investimenti in personale e formazione. Al momento del voto ho scelto di astenermi perché mi hanno lasciato perplessa alcuni passaggi del testo legislativo che trattando temi etici così delicati potrebbero lasciare spazio a diverse interpretazioni dell’accompagnamento al fine vita”.


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