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Porto, arriva l’ordinanza: “Chi ha pescaggi
superiori a 1,90 metri non potrà
navigare nel canale di ingresso”

PORTO SAN GIORGIO - A spingere per un provvedimento più restrittivo l'esito dei rilievi batimetrici eseguiti dal personale del Nucleo operatori subacquei di San Benedetto del Tronto il 13 e 14 febbraio e quelli svolti dalla motovedetta Cp 538 il 20
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di Sandro Renzi

Era nell’aria già da qualche settimana. Ora il comandante Ciro Petrunelli l’ha messo nero su bianco. ‘Con decorrenza immediata e sino a nuovo ordine tutte le unita con pescaggi superiori a 1,90 metri non potranno navigare nel canale di ingresso/uscita del porto di Porto San Giorgio posto in corrispondenza del molo sud nel tratto compreso tra il ‘martello’ ed il fanale rosso”. Così stabilisce l’ordinanza emessa dall’Ufficio Circondariale Marittimo il 25 febbraio per regolare il transito delle imbarcazioni da e per l’approdo sangiorgese. Atto che abroga la precedente ordinanza del 2018 che fissava il limite a 2 metri e mezzo.

A spingere per un provvedimento più restrittivo l’esito dei rilievi batimetrici eseguiti dal personale del Nucleo operatori subacquei di San Benedetto del Tronto il 13 e 14 febbraio e quelli svolti dalla motovedetta Cp 538 il 20. Controlli che avrebbero fatto emergere una orografia del fondale “non uniforme e la presenza di zone di basso fondale anche ai lati del passo d’accesso al porto che comportano sia il restringimento del canale praticabile lungo la rotta di ingresso e uscita, sia la riduzione del fondale navigabile dello stesso canale”.

Si parla nell’ordinanza firmata da Petrunelli di provvedimento precauzionale a tutela della sicurezza della navigazione e a salvaguardia della vita umana in mare. Certo anche le ultime mareggiate hanno contribuito ad insabbiare ulteriormente il fondale, al punto che in qualche tratto la profondità si è ridotta a quote inferiori ai 2,20 metri. Per le imbarcazioni con pescaggi inferiori a 1,90 metri resta la possibilità di navigare in presenza di condizioni meteo assicurate, sottolinea ancora l’ordinanza. Ora gli occhi sono tutti puntati all’incontro del 5 marzo in Regione per cercare di fare chiarezza principalmente sulle tempistiche di esecuzione del dragaggio che gli armatori ritengono non più rinviabile dopo i fatti accaduti domenica notte, quando tre pescherecci hanno dovuto ricorrere al traino di una vongolara per uscire in mare.

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