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Un uomo tranquillo – Liam Neeson uccide ancora: una violenta e divertente commedia d’azione

Per gli appassionati di cinema la recensione di Giuseppe Di Stefano
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Si può dire che quest’ultimo periodo della vita di Liam Neeson non sia stato proprio il migliore di sempre. L’attore 66enne infatti, mentre promuoveva il suo nuovo film Un uomo tranquillo, ha rilasciato una delle interviste più dirompenti di sempre quando ha raccontato ad una testata inglese un’esperienza di quasi quarant’anni fa riguardante la sua reazione alla scoperta che la sua compagna di allora era stata vittima di stupro da parte di un uomo di colore. Neeson era così infuriato che racconta di aver girato per giorni con una spranga, sperando di essere avvicinato da un qualsiasi uomo di quella razza, per ucciderlo, per vendicarsi. Anche se lui ha successivamente dichiarato di ritenersi inorridito per l’accaduto ed ha confidato anche di aver chiesto aiuto, tutto ciò ha dato origine, al tempo, ad una tempesta mediatica che ha portato Neeson a saltare il red carpet e a cancellare tutti gli eventi promozionali pianificati per il film Un uomo tranquillo. Questa ammissione sincera da parte dell’attore si è rivelata quindi un errore che purtroppo richiederà del tempo per scrollarglisi di dosso.

Ma veniamo alla pellicola. In apparenza, Un uomo tranquillo potrebbe sembrare un altro dei thriller alla Liam Neeson della serie Io vi troverò, Unknown, L’uomo sul treno, Non-stop, ecc. in cui l’attore è parte di una coppia felicemente sposata e con una vita apparentemente ordinaria fino a quando non accade qualcosa che ne cambia la vita. Allora lui deve trasformarsi in una macchina assassina feroce e determinata che non si ferma davanti a nulla per trovare giustizia. Un uomo tranquillo, per certi versi, segue questo filone, ma mette quasi fin da subito in chiaro che non è (esattamente) la stessa cosa, presentandosi come una commedia d’azione.

Neeson interpreta Nels Coxman, il gestore di un’importante azienda di spazzaneve nella splendida località sciistica di Kehoe, in Colorado, ed è appena stato nominato “Cittadino dell’anno”, con sommo orgoglio della sua amorevole moglie Grace (Laura Dern). Ma proprio nella notte in cui Nels e Grace festeggiano l’onorificenza appena ricevuta, il loro figlio Kyle (Micheal Richardson, vero figlio di Neeson con Natasha Richardson), che lavora nell’aeroporto locale, viene rapito e ucciso da alcuni malviventi.

Il medico legale sostiene che Kyle è morto per overdose di eroina ma Nels, che conosce a fondo suo figlio, sente puzza di bruciato e decide di indagare. Scopre quindi che in realtà il ragazzo è stato assassinato da una banda che lavora per un certo Viking (Tom Bateman). Tutto ciò si traduce (ovviamente) nell’inizio di una lunga serie di omicidi che porterà Nels a scalare la “piramide criminale” fino al capo banda.

Ritengo eccezionale la capacità di Neeson nell’interpretare anime in frantumi che riescono ad uccidere senza pensarci due volte. Come ne sia capace, forse ci ha aiutato lui stesso a capirlo, raccontandoci quell’episodio di quasi quarant’anni fa che lo rende, ai miei occhi, un tantino più inquietante e, per questo, ancora più straordinariamente credibile.

di Giuseppe Di Stefano


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