facebook twitter rss

San Tommaso, non solo rotatoria: le richieste del Comitato per risolvere problemi del quartiere

FERMO - Una ventina di cittadini riuniti in un Comitato lotta per migliorare le vie di comunicazione e per implementare nuovi servizi nell'area
Print Friendly, PDF & Email

di Alessandro Giacopetti

Un comitato che prima ha raccolto firme per la realizzazione della rotonda a San Tommaso di Fermo, e che ora vuole seguirne da vicino l’iter affinché sia il primo passo per lo sviluppo della zona. La rotatoria è quella che dovrà realizzarsi all’incrocio tra la Strada Statale 16 e la Strada Provinciale Paludi. Il Comitato è quello per lo Sviluppo del territorio nella zona nordest della Provincia di Fermo.

“Siamo partiti in quattro componenti, ora ne siamo una ventina – afferma Gerardo Cicconi, referente e coordinatore del Comitato, – tra residenti, commercianti, artigiani, industriali, agricoltori, trasportatori della zona. Abbiamo raccolto 1700 firme di cittadini, spedite agli enti competenti via Posta Elettronica Certificata, per realizzare una rotatoria che serva sia per il deflusso del traffico, sia per la sicurezza di automobilisti, pedoni e ciclisti. In questo incrocio, infatti, spesso si verificano incidenti o comunque situazioni di pericolo. Una rotatoria necessaria soprattutto per coloro che quotidianamente lavorano nella zona industriale a San Marco alle Paludi e percorrono il tratto stradale nelle ore di punta”.

Sono loro i più colpiti dalle lunghe file che si formano lungo la provinciale Paludi nel tentativo di immettersi sulla Statale, e i più esposti ai rischi della pericolosità dell’incrocio.

Nel corso dell’incontro odierno, cui erano presenti vari componenti del Comitato, è stata spiegata anche la storia dello sviluppo della zona con una area artigianale e industriale costruita negli anni Ottanta. Lo stesso Cicconi ha ricordato: “C’è stato l’arrivo della Edison che dal mare porta il greggio sulla costa, con le ricadute di carattere ambientale che ciò comporta; è stato realizzato l’impianto di depurazione; è stato dato il permesso ad una sede di autotrasporti di diventare uno sfascio per automezzi, con conseguenti accumuli di ferraglia. Il riassunto – secondo il referente del comitato – è che 40 anni la zona è abbandonata a sé stessa. Anche la viabilità è la stessa, nonostante l’aumento del volume di traffico, cresciuto ancora dopo l’apertura del casello autostradale a Porto Sant’Elpidio. A questo proposito, con il tempo è scemato anche il progetto di un secondo ponte sul fiume per il collegamento della zona industriale con Porto Sant’Elpidio. Noi – dice in definitiva Gerardo Cicconi – vogliamo dare una mano alla politica, anzi vorremmo collaborare con la politica, ad esempio con il Comune.” Attorno al tavolo oltre Cicconi ci sono Gabriele Marcantoni, Dania Renzi, Claudio Fabiani, Giuliano Mezzabotta.

Relativamente all’annuncio fatto dalla Regione Marche a febbraio sul raggiungimento di un accordo con Anas, e l’ufficializzazione della realizzazione della rotonda, il Comitato lo considera il primo passo verso un miglioramento dell’area. “Prioritaria è la realizzazione della rotatoria. Contestualmente, però, occorre migliorare la strada che attraversa la zona San Marco, ampliandola, rendendola più sicura anche con marciapiedi e passaggi pedonali, per arrivare ad una pista ciclabile. Stessa cosa per la strada che costeggia il fiume Tenna fino a Campiglione. Lo sviluppo del territorio, in definitiva, deve portare alla soluzione dei problemi che si protraggono da anni”.

A margine della conferenza stampa è stato anche accennato al fatto che lo sviluppo della zona di San Tommaso e San Marco sia legato a quello della vicina Lido Tre Archi, ma questa è un’altra storia.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti