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Caterina Botticelli vola a Lima
Con i suoi abiti si apriranno
i giochi olimpici panamericani

PORTO SAN GIORGIO - Da Londra a Lima, da Torino a Bakun. La giovane scenografa e costumista, Caterina Botticelli, non conosce soste. Con la valigia in mano è pronta per un nuovo progetto. Curerà i costumi in occasione delle cerimonie di aperture e chiusura dei Pan American Games in Perù in programma la prossima estate.
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Caterina Botticelli

di Sandro Renzi

Valigia sempre in mano. Un vulcano di idee in testa e la passione per un lavoro che la porta a girare il mondo. Caterina Botticelli, archiviata l’esperienza di Giacarta, è pronta per un nuovo progetto che la condurrà questa volta al di là dell’oceano Atlantico, nel Sudamerica. In quel misterioso quanto affascinante Paese che è il Perù. Qui verranno ospitati i Pan American Games, ovvero i giochi olimpici del continente americano, dal 26 luglio all’1 settembre. E qui proprio lei, Caterina, ricoprirà il ruolo di costum wardrobe manager. Si occuperà insomma di creare e vestire le centinaia di comparse che allieteranno la cerimonia di apertura e chiusura dei giochi, anche di quelli paraolimpici. Un ruolo di primo piano per la giovane sangiorgese che può vantare esperienze importanti nel suo curriculum. Prima di Lima c’è stata Giacarta nel 2018 dove si sono svolti gli Asian Games outdoor ed anche in questa occasione ha curato quattro cerimonie, due di aperture e due di chiusura. Un anno indietro ed ecco il Turkmenistan, sede degli Asian Games in veste di senior wardrobe manager. Forse l’esperienza più dura. “Era impossibile usare i social” ricorda Caterina Botticelli “umanamente non è stato semplice affrontare questo lavoro”.

A Bakun, invece, è stata catapultata nella quarta edizione dei Giochi della solidarietà islamica. E prima di queste esperienze ci sono state le Olimpiadi a Rio de Janeiro, quelle invernali di Sochi “dove ho curato i costumi per le cerimonie di apertura e chiusura dei giochi e quella di chiusura delle paraolimpiadi” ricorda la sangiorgese. Una escalation di incarichi che ha avuto inizio nel 2006 a Torino, in occasione delle Olimpiadi invernali. “E’ stato quello il mio trampolino -spiega ancora la giovane professionista- da quel momento mi sono aperta al mondo”. Da Torino a Pescara, per i Giochi del Mediterraneo, quindi Londra per la Olimpic flag handover ceremony. Anche se, professionalmente, nasce come assistente costumista nei teatri. Subito dopo il diploma in scenografa, conseguito all’Accademia di belle arti di Macerata, Caterina infatti ha iniziato la sua carriera dietro le quinte dello Sferisterio e poi all’Arena d Verona  dove ha lavorato per il Trovatore  e l’Aida targati Zeffirelli. Questo è sempre stato il suo mondo ma anche la sua passione. Quella stessa passione che l’ha condotta ben presto a lasciare per lunghi periodi la sua amatissima Porto San Giorgio. Nel mezzo di questi progetti pure l’organizzazione di un matrimonio indiano in Puglia e più recentemente la creazione di costumi per un’opera a Francoforte: Le cantatrici villane del compositore Valentino Fioravanti.

“E’ un lavoro che mi consente di confrontarmi con altre realtà molto diverse dalle nostra. Un arricchimento umano oltre che professionale. Se tanto toglie in termini di affetto e lontananza da casa e dalla famiglia, tanto dà sul fronte delle amicizie e dei legami che si possono stringere anche se si sta lavorando ad un progetto importante” spiega Caterina Botticelli. A giorni lascerà l’Italia per volare verso Lima dove resterà per i prossimi mesi. L’attende un lavoro duro e costante. “Dopo le esperienze nell’est del mondo andare a Lima sarà un po’ come tornare a casa per la vicinanza con la cultura latina” dice la giovane artista. E per il futuro? Chissà che il suo nome non finisca nella rosa dei candidati al Premio Sangiorgese dell’anno. L’unica cosa certa, al momento, è che Caterina vuole continuare a fare questa professione ovunque la porti nel mondo “e magari un giorno portare con me anche il mio amatissimo nipote“.


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