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Il presidente Mattarella dalla Politecnica:
«L’Università e lo studio fondamentali
contro predicazioni di odio»

ANCONA - Il capo dello Stato ha parlato dall'aula magna dell'ateneo marchigiano per l'apertura dell'anno accademico, il 50esimo dalla fondazione dell'università. Il riferimento alla strage in Nuova Zelanda durante la quale si è inneggiato, tra gli altri, a Traini, ed il messaggio di pace, convivenza e tolleranza
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Il presidente della Repubblica, Sergio mattarella, nel suo discorso in aula magna della Politecnica ad Ancona

 

L’Università, lo studio, la ricerca e soprattutto gli studenti come potente antidoto alla violenza e di contrapposizione. È il messaggio e l’appello che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lancia dall’aula magna di ateneo a Monte Dago, ad Ancona, durante l’inaugurazione dell’anno accademico della Politecnica delle Marche. In ascolto migliaia di persone, oltre alle 700 che hanno avuto la possibilità di entrare nell’emiciclo blu, anche le tante in ascolto delle aule didattiche allestite per l’occasione e via streaming anche dagli altri atenei marchigiani.

Parole pacate, ferme e pesanti, lontane dalla retorica e piene di realtà. Uno dei riferimenti è all’attualità più stretta, alla strage che si è consumata da poche ore in due moschee in Nuova Zelanda. Sui caricatori di chi ha aperto il fuoco anche il nome di Luca Traini (attore della sparatoria in centro a Macerata). «Dobbiamo rifiutare le predicazioni di odio o di contrapposizione − ha affermato il presidente Mattarella −. Ed evitare che la storia venga cancellata, che è il pericolo più grande di oggi. Per questo l’Università, lo studio, la ricerca svolgono un ruolo fondamentale per contrastare le parole di violenza come pure è fondamentale il ruolo che svolgete voi studenti. Siamo ad un bivio e dobbiamo proseguire verso la strada della pace, della convivenza e della tolleranza”. Da qui la riflessione sull’immigrazione, partendo anche da quanto affermato dalla professoressa Giulia Bettin nella sua prolusione sul tema. «Non possiamo illuderci che l’immigrazione sia un fenomeno che si possa rimuovere, ma va regolamentato grazie a contributi seri. In questo senso voi siete gente dell’Adriatico, un mare che unisce» ha detto il capo dello Stato rivolto anche ai rettori provenienti dalle Università dell’area balcanica presenti in aula e che compongono con la Politecnica la rete Uniadrion.

Il presidente ha poi espresso apprezzamento per i grandi risultati raggiunti dalla Politecnica di cui ha potuto avere un assaggio durante la cerimonia di inaugurazione ed ha ricordato Alfredo Trifogli (rispetto al quale si sta discutendo se intitolare a suo nome l’ateneo o una delle sue facoltà, ndr) “indimenticato sindaco che tanto ha contribuito per la nascita di questa università”.

Un pensiero è stato poi rivolto ai giovani studenti in mobilitazione per la difesa del clima “rivendicano l’esigenza di difendere il clima” e poi a Giulio Regeni ed Antonio Megalizzi, e poi per maria Pilar Buzzetti e Virginia Chimenti che hanno perso la vita nell’areo precipitato in Etipia. Ed ancora a Silvia Romano la giovane volontaria della onlus di Fano rapita in Kenya da quasi quattro mesi. «Il nostro impegno è al massimo livello per riaverla in patria».

“Crediamo nel valore dell’alta istruzione e lo facciamo concretamente, credo sia il miglior regalo nel giorno del compleanno  dell’università di Ancona”, le parole del presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli.

Ceriscioli ha espresso grande soddisfazione “di poter celebrare  insieme al presidente  della Repubblica e al Ministro della Pubblica Istruzione che sono qui a raccontare i 50 anni di una bella storia dell’università proiettata verso il futuro e molto attenta a tutto quello che accade fuori”. Cinquant’anni “di crescita costante – ha detto Ceriscioli – in settori di primaria importanza per la regione che con orgoglio è presente in termini di diritto allo studio e sostegno alla ricerca, una presenza importante e concreta di oltre 100 milioni di euro offerti a questa università”.

“La presenza di Mattarella, che nel corso del suo intervento ha espresso grande apprezzamento per il ruolo dell’ateneo e i traguardi conseguiti, è la presenza di tutti gli italiani in questa giovane, dinamica e inclusiva università al servizio del territorio e della società, ha commentato il magnifico rettore, Sauro Longhi, ad inizio cerimonia.

Da parte del ministro Bussetti poi il plauso all’ateneo che è protagonista dello sviluppo del territorio marchigiano, dalla qualità eccelsa – aggiungono dalla Regione – Occorre ripartire dal sapere per progettare un futuro di benessere e prosperità.

Con oltre 60 mila laureati, l’Ateneo dorico in 50 anni di attività ha accompagnato la crescita economica, sociale e culturale delle Marche nel passaggio da economia agricola a industriale e post industriale fino al terziario avanzato, grazie ad un percorso di collaborazione con le Università della regione e quelle italiane ed estere, tra cui le 30 del network UniAdrion della Macro Regione Adriatico Ionica. Lo stretto rapporto con le imprese ha favorito con percorsi formativi la nascita di nuove aziende e start-up innovative, avviando solo nel 2018 collaborazioni con oltre 250 imprese”.

(Servizio in aggiornamento)

 

 


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