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Cesaroni punta sulla Città dei Sibillini
e Treggiari esulta: “Nostro Movimento
pronto per le elezioni di Amandola”

POLITICA - La notizia dell'accordo tra il sindaco uscente di Comunanza e il suo ex avversario Contisciani è un'iniezione di fiducia per il gruppo del quale fa parte anche l'ex primo cittadino di Amandola
venerdì 22 Marzo 2019 - Ore 18:04
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di Andrea Braconi

Riccardo Treggiari

La notizia della ricandidatura di Alvaro Cesaroni a sindaco di Comunanza e dell’accordo con il suo ex avversario Luigi Contisciani diventa “un’iniezione di fiducia” per Riccardo Treggiari, già sindaco di Amandola, e per il Movimento Città dei Sibillini, che da anni si batte per una vera unione tra le due realtà amministrative.

Movimento che, come spiega lo stesso Treggiari, è pronto per presentarsi ad Amandola per la prossima tornata elettorale. “La Città dei Sibillini nei prossimi mesi gioca la sua grandissima partita, forse l’ultima occasione per arrivare a concretizzare questo sogno, che cerca di uscire a riveder le stelle ormai da 15 anni. Grazie alle dichiarazioni di Cesaroni, a conferma di una linea di condotta che lui ha seguito insieme alla sua squadra amministrativa, rafforzata adesso dall’adesione di Contisciani e mettendo in testa al suo programma la volontà di realizzare la Città dei Sibillini, noi riceviamo una forte iniezione di fiducia e ci apprestiamo a varare, insieme ad altre forze che sono con noi compatibili, una lista dove la rappresentanza del Movimento sarà forte e caratterizzante. Stiamo costruendo piano piano la squadra intorno al capolista, che ci riserviamo di presentare a breve”.

Una lista, rimarca, che avrà tra i suoi primi punti la volontà di riallacciare un dialogo con i Comuni vicini. “Dialogo da tempo oramai bruscamente interrotto, che dovrà essere propedeutico per mettere solide basi a quello che dovrà essere un progetto comune, da costruire con la volontà di tutti: la Città dei Sibillini appunto, unica vera concretezza per ridare potere contrattuale alla montagna e speranza di vera rinascita”.

Nei mesi scorsi proprio Cesaroni, in occasione di un convegno organizzato dalla Conad a San Benedetto del Tronto, aveva sottolineato con forza come l’unione tra istituzioni sia un’urgenza più che uno slogan da tirare fuori dal cilindro in alcune circostanze. “In questi anni da sindaco ho provato a fare un’unione – aveva ricordato ad una folta platea – ma non sono riuscito a realizzarla con nessuno. Dieci anni fa ho tentato da presidente degli industriali fermani di creare un’aggregazione delle imprese calzaturiere, ma è fallita anch’essa. Ma è arrivato il momento di fare uno sforzo per cambiare questa cultura della divisione, che è assolutamente nefasta”.

E riguardo alla ricostruzione post sisma, Cesaroni aveva raccontato come più volte ai commissari di Governo si era sforzato di far capire come fossero lavoro e occupazione da mettere al centro di tutte le azioni e di come ricostruire tutto com’era e dov’era fosse fondamentalmente inutile. “Alcuni paesi delle aree interne erano già sulla strada della morte prima del terremoto, che ha solo accelerato questo processo, paesi che non hanno più futuro e sui quali bisogna intervenire subito, anche nell’interesse della costa. Serve un riequilibrio e un progetto di territorio, stando uniti, ma vedo che per qualcuno risulta ancora difficile comprendere tutto questo”.

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