facebook twitter rss

Regolamento sull’uso delle strutture
comunali: Raccichini duro contro la Lega
e punge l’amministrazione

PORTO SAN GIORGIO - L'esponente del Pci: "Evidentemente la Lega non apprezza solamente il sistema di idee e di valori dell’antifascismo, di cui la componente comunista è stata ed è parte fondamentale. Quello che dovrebbe maggiormente preoccupare delle modifiche al regolamento sulla concessione delle strutture comunali è l’aumento dei costi per le iniziative culturali"
Print Friendly, PDF & Email

Giorgio Raccichini

Di fronte al sacrosanto divieto di concedere le strutture pubbliche ad organizzazioni e per iniziative di natura fascista e razzista, la Lega di Porto San Giorgio si è sentita in dovere di intervenire gridando il solito mantra dell’ideologia, non mancando ancora una volta di chiamare in causa il mostro del comunismo. Curiosamente l’accusa di ideologia viene portata avanti in maniera ideologica: evidentemente la Lega non apprezza solamente il sistema di idee e di valori dell’antifascismo, di cui la componente comunista è stata ed è parte fondamentale”.

E’ la replica dell’esponente del Partito comunista, Giorgio Raccichini al capogruppo della Lega, Marco Marinangeli che, sul nuovo regolamento per l’uso delle sale pubbliche, ha presentato un emendamento accusando la maggioranza di “condizionamento psicologico”.

“In questi anni sentiamo speso accomunare il Socialismo/Comunismo al Fascismo/Nazismo, equiparazione con cui si cerca di negare la legittimità di un sistema economico diverso da quello capitalista. Questa equiparazione si basa essenzialmente sulla conta dei morti provocati dai due sistemi politici e socio-economici ed è fuorviante per due motivi, ossia perché il Fascismo/Nazismo rientra nel campo del Capitalismo, così come vi rientrano il colonialismo e il neocolonialismo con il loro corollario di morti e sofferenze. E poi perché il Socialismo/Comunismo, pur essendoci stati nella sua storia errori e crimini, si basa sul concetto di uguaglianza civile, nazionale e socio-economica, mentre il Nazismo/Fascismo è fondato ideologicamente sul principio della disuguaglianza che, già insito nel Capitalismo, viene allargato dalla sfera socio-economica a quella etnico-nazionale. Se poi pensiamo alla storia del Pci, questa organizzazione politica fu essenziale nell’elaborazione della Costituzione italiana e non è un caso che la crisi delle forze socialiste e comuniste si accompagna a tentativi più o meno riusciti non solo di non applicare, ma anche di riscrivere il testo costituzionale in senso meno favorevole alle masse popolari e lavoratrici: che cos’è, per esempio, l’inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione se non un modo antipopolare per ridurre la spesa pubblica e l’intervento dello Stato nei servizi e nell’economia? Che cosa sarà il federalismo fiscale, se non un modo per condannare una parte consistente dei cittadini italiani ad una sistematica riduzione di servizi statali fondamentali?

Chiaramente il divieto di concedere le strutture pubbliche ad organizzazioni neofasciste potrebbe essere considerato una misura opportunistica, se non si blocca ciò che alimenta il rafforzarsi di formazioni neofasciste in Europa e in Italia: da una parte le politiche neoliberiste e austeritarie portate avanti dall’Unione Europea e dai partiti di centrodestra e centrosinistra che hanno generato povertà e disoccupazione; dall’altra, soprattutto nell’Est Europa, il sostegno offerto a gruppi neonazisti in funzione antirussa, facendoli passare per combattenti per la libertà e la democrazia.

Quello che invece dovrebbe maggiormente preoccupare delle modifiche al regolamento sulla concessione delle strutture comunali è l’aumento dei costi per le iniziative culturali. Non ci trova d’accordo questo modo di fare cassa sulla cultura e non vorremmo che, sempre per le esigenze di fare cassa, un giorno venisse applicata una tariffa anche per iniziative di natura politica, come per esempio avviene nella città di Fermo, dove per molte formazioni politiche è difficile organizzare qualcosa. Sarebbe uno dei tanti modi per affossare il pluralismo politico“.

“No strutture pubbliche ad associazioni con riferimenti al Fascismo? Meno ideologia e più concretezza” emendamento di Marinangeli

Teatro e sale comunali, Baldassarri: “Tariffe più adeguate in favore di maggiori incassi”


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti