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Riqualificata, più luminosa e sicura:
Santa Maria e San Giorgio riapre dopo il sisma

MONTAPPONE - Sarà l'arcivescovo Rocco Pennacchio a celebrare una messa all'interno della cerimonia di riapertura del luogo di culto
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di Alessandro Giacopetti

“E’ un momento storico perché la chiesa non era mai stata chiusa per tutto questo tempo, e un forte segnale di ritorno alla normalità e speranza nel futuro”. Così il sindaco Mauro Ferranti definisce la notizia della riapertura della chiesa di Santa Maria e San Giorgio, la più importante a Montappone.

Era stata chiusa dopo la prima delle scosse avvenute nel Fermano nel 2016, con ordinanza datata 27 agosto, in quanto colpita in punti critici. “Seppur alla vista non sembrasse – ricorda il sindaco Ferranti – dopo dovuti accertamenti abbiamo capito che andava chiusa. Circa un anno dopo è iniziato il progetto di riqualificazione che ha visto incaricati dalla Curia, in quanto ne ha la proprietà, l’architetto Fabio Pasquaré e l’ingegnere Roberto Santarelli. La ditta Alma di Tolentino ha eseguito i lavori in maniera ottima, anche dopo la variante con cui si è passati dalla semplice messa in sicurezza ad un intervento di sistemazione definitiva. Effettuato, quindi, il consolidamento sopratutto delle colonne e l’istallazione di nuovi faretti per l’illuminazione che ora la rende più luminosa”.

Da quell’agosto 2016 ad oggi, le cerimonie religiose si sono svolte in un locale parrocchiale adibito a palestra situato poco distante, usato come luogo di culto.

La cerimonia di riapertura prevede, domani alle 11, una messa officiata dall’arcivescovo di Fermo, Rocco Pennacchio. Saranno presenti il vice prefetto Pieve, l’assessore Fabrizio Cesetti a rappresentare la Regione Marche e ovviamente altre autorità, tra cui sindaci del territorio.

L’importanza che la chiesa di Santa Maria e San Giorgio ricopre per la comunità locale, non solo dei fedeli ma di tutti i cittadini, è testimoniata da ciò che è avvenuto nella serata di venerdì 5 aprile dalle ore 21 a mezzanotte circa. Sono state riportate all’interno della chiesa le panche e le statue, tolte per far installare le impalcature necessarie a svolgere al meglio i lavori. In questo frangente sono state moltissime le persone che si sono affacciate all’interno della chiesa per vederla restaurata, segno della grande attesa che c’è nel paese del distretto del cappello.


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