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I Piceni e la necropoli di Torre di Palme protagonisti del nuovo museo (FOTO)

FERMO - Aperto in vista nel periodo pasquale, durante il quale sono attesi turisti che avranno la possibilità di visitare anche questo museo all’interno del biglietto unico
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di Alessandro Giacopetti

Un nuovo spazio espositivo, una nuova perla che si inserisce nella collana di spazi dedicati alla cultura a Fermo. Aperto nel cuore di Torre di Palme il nuovo museo archeologico che ha sede all’ingresso della frazione del capoluogo. La scelta di aprirlo era nata a seguito del rinvenimento di una necropoli picena del VI secolo a.C., lo scorso febbraio durante alcuni scavi effettuati nella zona. Una scoperta importante capace di portare nuova luce sulla popolazione picena e sulla sua struttura sociale per aggiungere importanti elementi sugli studi di questa civiltà. All’interno del museo è presente anche il libro “Il prestigio oltre la morte. La necropoli picena di Contrada Cugnolo a Torre di Palme” con informazioni sugli scavi.

La presentazione si è svolta presso la chiesa di Sant’Agostino. A fare da cerimoniere è stato il vicesindaco Francesco Trasatti, assessore alla Cultura che ha esordito: “Veniamo da grandi soddisfazioni in ambito culturale: l’apertura del cantiere a palazzo Fontevecchia; la trasferta al museo Casa di Ortega a Matera per la mostra voluta dall’associazione ex allievi del Preziotti; le immagini della biblioteca civica Romolo Spezioli di Fermo pubblicate sul National Geographic, ed ora l’apertura del museo a Torre di Palme. Non è finita. Stiamo dialogando con sindaci di altri Comuni per intercettare un bando Gal da destinare a lavori relativi al miglioramento dell’area antistante l’edificio che ospita il museo”.

Le sue prime parole, Paolo Calcinaro, sindaco di Fermo, le ha dedicate alle moltissime persone presenti nella chiesa di Sant’Agostino, altre rimaste fuori, a causa del grande afflusso: “In questa chiesa vedo riunita una comunità che mi fa capire l’importanza del percorso fatto. Torre di Palme per Fermo ha un ruolo importantissimo”, ha affermato Calcinaro ringraziando per la collaborazione quanti si sono prodigati nella sinergia con il Comune.

Prima uscita pubblica per Marta Mazza, fresca di nomina a soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche: “Per questa apertura hanno collaborato tanti professionisti, tecnici, architetti della Soprintendenza regionale. Importante anche la collaborazione tra tecnici del Ministero e i privati della ditta Edison. La progettualità relativa a questo museo è aperta e non chiusa, al fine di alimentare la conoscenza e valorizzare il sapere”, ha detto la soprintendente.

L’arcivescovo monsignor Rocco Pennacchio nel suo intervento ha ricordato: “Vengo da Matera, eletta capitale europea della Cultura 2019 perché è stata capace di mantenere viva la memoria della sua origine. Ciò che è contenuto nel museo a Torre di Palme ci fa percepire la lunga storia avvenuta prima di noi. Dovrà essere frequentato dai giovani, generalmente schiacciati sul presente”.

L’ingegner Gaetano Annunziata in rappresentanza della ditta Edison ha sottolineato: “Esemplare la collaborazione tra privato e pubblico. Ricordo l’entusiasmo dei colleghi dopo i primi ritrovamenti. L’augurio è che la grande partecipazione di oggi continui nel tempo perché la memoria del passato serve a costruire un futuro migliore per tutti”.

E’ stato il dottor Giorgio Postrioti, autore del volume ‘Il prestigio oltre la morte’ a spiegare: “Il ritrovamento si colloca nel periodo Piceno. Nel territorio, già in passato c’erano stati altri ritrovamenti fin dai primi del Novecento. Due le sepolture che sono emerse dopo appena 4 giorni dall’avvio dei lavori da parte della ditta Edison. Successivamente è emerso un residuo di necropoli più ampia, distrutta in tempi relativamente recenti. Sono 19 in totale le sepolture rinvenute, tutte con corredi. Edison e Soprintenza delle Marche hanno svolto quindi lo studio, la catalogazione e la valorizzazione fino ad arrivare alla pubblicazione di un volume per diffondere al pubblico quanto è stato ritrovato.

Dopo aver ampliato lo scavo a tutte le sepolture, molti materiali sono stati presi per essere analizzati in laboratorio dal punto di vista fisico-chimico, oltre che mediante tecniche tradizionali. Alcune tombe avevano un corredo raffinato e ricco. Elementi materiali esemplificativi della cultura del periodo piceno. Nel museo sono state ricostruite in teche, tre sepolture: una maschile, una femminile e una infantile dopo essere state studiate. Ad esse si riferiscono i ritrovamenti delle altre tombe”, ha detto Giorgio Postrioti.

Il museo è stato realizzato sia con fondi comunali che con i fondi del progetto Iti Urbano, veicolati dalla Regione Marche. A rappresentare l’ente con sede ad Ancona, è stato Moreno Pieroni, assessore alla Cultura: “Questo museo valorizza Fermo e le Marche, e arriva grazie alla sinergia messa in piedi tra pubblico e privato, insieme con Comune, Regione e Soprintendenza. Compito della Regione è essere vicino a chi fa crescere il sistema culturale capace di destagionalizzare il turismo affinché porti ricchezza tutto l’anno”.

Al termine degli interventi i molti intervenuti, tra i quali anche presidenti di istituzioni e amministratori locali, hanno attraversato Torre di Palme per essere tra i primi a visitare le tre sale del museo. Apertura che arriva proprio in vista del periodo pasquale, durante il quale sono attesi numerosi turisti a Fermo che avranno la possibilità di visitare anche questo museo all’interno del biglietto unico. A gestirlo, come gli altri, sarà la cooperativa Sistema Museo.


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