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La tavola di un tempo e la rivoluzione verde:
il cibo al centro della vita di Montepacini

FERMO - Venerdì 26 aprile e il 3 maggio ultimi due appuntamenti con il secondo ciclo di incontri con gli autori curato dalla Fattoria Sociale Montepacini
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Prosegue il ciclo di incontri promosso dalla Fattoria Sociale Montepacini “Relazioni, cura, beni comuni: i cibi per la mente”. Venerdì 26 aprile alle ore 18 sarà la volta di Giuseppina Pieragostini, che presenterà il libro “La bellezza del poco – il cibo sparito dei contadini” (edizioni Pentagora 2018). Pieragostini è nata nel Piceno da una famiglia di contadini mezzadri. Ha studiato a Roma dove, in seguito, ha lavorato nei servizi di salute mentale come psicologa. Da alcuni anni si dedica alla scrittura e ha pubblicato diversi racconti. In particolare : “Vicino al centro del mondo”, “L’età dell’indecenza”, “La vendetta della sepolta viva”, “Ammazzare le donne è facile”. Con Pentagora, la casa editrice diretta da Massimo Angelini, tra i protagonisti, insieme a Maurizio Pallante, Paolo Berdini, Alessandro Pertosa e Andrea Degl’Innocenti del ciclo di incontri in Fattoria del 2018, ha pubblicato “Il vanto e la gallanza. Il paese dei contadini raccontato nella lingua dell’origine”, con il quale ha vinto la seconda edizione del premio letterario Parole di Terra 2015 – sezione saggistica.

Ne “La bellezza del poco – il cibo sparito dei contadini” l’autrice, attraverso il racconto di un’infanzia trascorsa nella campagna ai piedi dei Monti Sibillini, durante gli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso, e delle ricette che in quel tempo circolavano tra le gente di campagna e di paese, si propone di incoraggiare a riflettere sulla tavola di quel tempo e su noi che oggi mettiamo il cibo al centro della nostra vita, talvolta riproponendo un’immagine ideale di un passato dal quale abbiamo rimosso la penuria. Con questa consapevolezza la Pieragostini racconta la cucina contadina tradizionale, descrivendo cio’ che sulla tavola c’era e ciò che non c’era : i piatti, le preparazioni e lo spirito e la cultura che li permeava. Secondo l’autrice “la ricostruzione agiografica del mondo contadino”, oggi molto in voga, è il prodotto di “due differenti operazioni narrative : quella dei giovani che vogliono avere un luogo ideale da contrapporre ad un presente letto come poco attento allo sviluppo armonico dell’uomo, e quella degli ex mezzadri, che riorganizzano i ricordi così come ristrutturano le vecchie case coloniche, più per cancellare ogni segno che per conservare ciò che è stato”. Insomma un libro che non fa sconti alle idealizzazioni sulle tracce della memoria, una memoria che in questo frangente, ci ricorda ancora l’autrice, “rammenda e non rammenta”.

Il secondo ciclo di “Montepacini incontri: Relazioni, cura, beni comuni. I cibi per la mente”, si concluderà venerdì 3 maggio con la presentazione del libro di Salvatore Ceccarelli, professore associato di Risorse Genetiche e Miglioramento Genetico dell’Università di Perugia, “Ci vediamo a Damasco – Tra rivoluzione verde e contadini: due vite, una scelta sola di campo (in tutti i sensi)”, in uscita in questi giorni con le edizioni Pentagora. Come è ormai consuetudine le presentazioni del 26 aprile e del 3 maggio si concluderanno con un momento conviviale.


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