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Aspetti religioso ed estetico
della Cavalcata attraverso
il Messale de Firmonibus

FERMO - Temperini: "Il messale de Firmonibus è uno scrigno da cui tirar fuori dettagli da utilizzare nella ricostruzione storica"
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di Alessandro Giacopetti (foto Simone Corazza)

Un nuovo appuntamento all’interno del ciclo di incontri voluti dalla Cavalcata dell’Assunta per avvicinare sempre più persone all’appuntamento e per diffondere una sua maggiore conoscenza. E’ quello che si è svolto ieri sera all’oratorio di San Domenico di fronte ad un pubblico interessato composto anche da alcuni priori e figuranti del corteo. E’ stato il professor Massimo Temperini a narrare le vicende storiche legate alla Pagina Miniata contenuta nel prezioso Messale de Firmonibus. Dopo l’introduzione fatta dal regista della Cavalcata dell’Assunta, Adolfo Leoni, il professor Temperini è partito dall’analisi del documento, composto da pergamene, voluto dall’allora Vescovo, Giovanni de Firmonibus.

Il Messale, infatti, è un codice scritto in caratteri gotici a due colonne, conservato nel Museo diocesano. Venne realizzato da Giovanni di Ugolino da Milano nel 1436. A commissionarlo fu proprio il Vescovo, Giovanni de Firmonibus.
“Quest’ultimo – ha raccontato il professor Temperini tra le altre cose – ci tiene a dire che è originario di Fermo e ha fatto realizzare il manufatto per uso dei suoi fedeli e concittadini”.
Dopo averne analizzato il contenuto religioso, si è passati agli aspetti di cultura materiale relativi agli ambienti, agli abiti, alle stoffe, tutte informazioni molto utili per quanto riguarda l’aspetto estetico della manifestazione, quindi per il corteo e le scenografie.

“Il messale de Firmonibus è uno scrigno da cui tirar fuori dettagli da utilizzare nella ricostruzione storica”, ha aggiunto Massimo Temperini, per poi analizzare i ruoli dei componenti del corteo. Descritta anche come era la cattedrale di Fermo in quel tempo. Correva l’anno 1238, infatti, quando di fronte all’allora duomo sorse il palazzo comunale, poi demolito dopo la cacciata degli Sforza, che governavano Fermo. “Il palazzo prese il nome di palazzum magnum ma anche palazzo del falco o girfalco – ha specificato Temperini – nome poi esteso all’area dell’attuale parco. L’edificio aveva due grandi saloni per le adunanze e per i consigli comunali. Dal 1300 al 1360 ospitò anche i priori. Nel tempo fu abbellito. Tutto testimoniato da documenti”.

In chiusura della serata è stato sottolineato che “la chiave di lettura della città medievale va cercata nel corteo e nella processione, cioè nei grandi appuntamenti che attraversavano le strade della città, per poi confluire nella cattedrale. Qui è presente una raffigurazione della Madonna, serena e non dolente, perché probabilmente è una Madonna incoronata. Proprio come quella riportata nella Pagina Miniata. Si tratta quindi – secondo il professor Temperini – di una glorificazione della Madonna, in quanto protettrice della città e per la cui devozione si svolge il corteo: la Cavalcata dell’Assunta, in onore a Maria assunta in cielo, appunto”.

Prossimo appuntamento con la storia della Cavalcata sarà domenica 28 aprile alle 17.30 a Torre di Palme. Il dottor Giacomo Recchioni racconterà curiosità sui Piceni dell’Ager Palmensis per arrivare alla Salvano romana e il Porto di Fermo. La cornice sarà il palazzetto comunale nel cuore di Torre di Palme.

 


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