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Sicurezza, la giunta regionale:
«Fondo a disposizione
delle imprese commerciali»

MARCHE - Dalla Regione: "Il contributo, fissato nella misura del 40% della spesa ammissibile sulla base delle risorse disponibili - aggiungono dalla Regione - non potrà superare la somma di 5.000 euro per ogni impresa beneficiaria"
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Manuela Bora

Un fondo per contribuire concretamente a garantire la sicurezza delle imprese commerciali del territorio rispetto ai problemi della criminalità, attraverso la riqualificazione e il potenziamento dei sistemi e degli apparati di sicurezza. Lo ha stabilito la giunta regionale delle Marche su proposta dell’assessora al commercio, industria e artigianato, Manuela Bora.

La delibera, approvata nel corso dell’ultima seduta, stabilisce di finanziare con 100 mila euro i progetti relativi all’acquisto e all’installazione di sistemi di sicurezza attivi o passivi negli esercizio commerciali, collegati o da collegare con le forze dell’ordine e gli istituti di vigilanza. Nello specifico potranno essere previsti collegamenti in video diretti con le forze dell’ordine per la visualizzazione di eventuali rapine in atto, sistemi antifurto e anti-intrusione collegati a istituti di vigilanza, sistemi passivi di protezione, come casse a tempo, blindature, vetri antisfondamento”.

“Con l’attuazione di questo intervento – si legge nella delibera – la Regione Marche intende promuovere e incentivare misure concrete per garantire una maggiore sicurezza alle imprese commerciali che all’interno dei loro luoghi di lavoro svolgono attività sottoposte al rischio criminalità, attraverso la concessione di contributi in conto capitale”.

“Il contributo, fissato nella misura del 40% della spesa ammissibile sulla base delle risorse disponibili – aggiungono dalla Regione – non potrà superare la somma di 5.000 euro per ogni impresa beneficiaria.

Potranno beneficiare dei contributi le imprese del commercio e della somministrazione di alimenti e bevande iscritte nel Registro delle imprese con sede o unità locale operativa in regione. Rientrano anche le farmacie e le parafarmacie, le attività di rivendita di generi di monopolio, di vendita e distribuzione di carburanti, di rivendita di stampa quotidiana e periodica e attività all’ingrosso”.


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