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“Lavoro, ricostruzione e ospedale”,
il candidato sindaco Mecozzi
presenta la lista ‘Amandola è dei cittadini’

AMANDOLA - Questa mattina la presentazione della lista che appoggia il candidato sindaco in lizza con il primo cittadino uscente per il governo della città. E spuntano, tra i progetti, un distretto montano, una consulta per il commercio e una casa di riposo
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di Maria Nerina Galiè

Lavoro, ricostruzione e ospedale. Sono questi i principali temi al centro del programma elettorale di Adriano Mecozzi, 58 anni, commercialista e scrittore, candidato sindaco per il Comune di Amandola, e pronto quindi a porsi come alternativa all’attuale primo cittadino Adolfo Marinangeli alle amministrative del prossimo 26 maggio.

Oggi, durante un incontro pubblico molto partecipato, Mecozzi ha illustrato principi e contenuti delle idee, racchiusi nel nome della lista “Amandola è dei cittadini” e condivise con i 12 componenti, 11 dei quali più il capofila non hanno mai amministrato, ha precisato. “Del gruppo, caratterizzato dalla comune passione per Amandola e dalla gran voglia di fare – lo descrive così il commercialista – fanno parte Monica Bruni, agente immobiliare, Danilo Del Gobbo praticante commercialista, Luca Ercoli imprenditorie, Danilo Forconi operaio, Ilaria Guglielmi, imprenditrice, Ottavio Marini, collaboratore scolastico, Antonello Mattei nella Guardia di Finanza, Giulio Saccuti, attuale capo dell’opposizione consiliare ed unico con esperienza politica alle spalle, Luisa Terenzi impiegata, Valerio Tidei, direttore commerciale in un’azienda privata, Monica Tisi, commessa, e Raffele Vittori, insegnante e libero professionista. “Non ci poniamo come disfattisti – ha tenuto a sottolineare il candidato sindaco – bensì, in caso di elezione, porteremo avanti ciò che l’attuale amministrazione ha già avviato e che riterremo meritevole per la città ed i suoi abitanti”.
“Il nostro è un paese con grandi potenzialità – ha esordito Mecozzi – sebbene ora viva un momento di difficoltà. Abbiamo intenzione di mettere in campo azioni che non vengano calate dall’alto, ma dalla base secondo un modello che prenda in esame le idee dei cittadini singoli o riuniti in associazioni e comitati, fino ad ora tenuti in poca considerazione, a mio avviso”.

 

Il punto sul lavoro: “Nonostante le generose provvidenze messe a disposizione dai fondi pubblici, e sarà così ancora per i prossimi 2 o 3 anni, in Amandola non abbiamo assistito al fiorire di nuove realtà imprenditoriali – ha evidenziato il candidato – per l’implementazione e lo sviluppo delle imprese locali, che qui dovranno rimanere favoriremo la nascita di un distretto montano e di una consulta permanente per il commercio. La parola chiave dovrà essere la ‘sinergia’ tra operatori, consulenti e Comuni vicini che, scusate il gioco di parole, in tal senso devono fare fronte comune. Ad esempio, i titolari delle attività potrebbero rilevare problemi e criticità che sarà poi compito degli amministratori riportare agli enti superiori al fine di attivare misure idonee per il territorio. Il turismo sta ripartendo e molto passa per Amandola, dove vogliamo creare occasioni per fare in modo che vi si fermi. Riorganizzeremo al più presto la Pro Loco che è ferma da due anni“.


Capitolo sisma e ricostruzione: “E’ urgente la riorganizzare dell’ufficio tecnico – ha annunciato Mecozzi – con un responsabile che non sia anche amministratore. A livello pratico, ravviso la necessità di una netta separazione tra le pratiche del terremoto e le altre. E curate esclusivamente da personale interno formato. Siamo in ritardo sia sulla ricostruzione privata che su quella pubblica”.
Parentesi ospedale: “Un concetto deve essere chiaro. Non siamo contro il nuovo Ospedale dei Sibillini, anzi lo appoggeremo e lo vogliamo provvisto di tutti servizi necessari. Certo, rimarrà alta l’attenzione verso la situazione sanitaria da qui alla sua realizzazione, i cui tempi e costi saranno probabilmente superiori a quelli previsti. Vigileremo anche sul ‘Vittorio Emanuele II’, il vecchio nosocomio, che l’ordinanza di Errani citata nel cartello del cantiere dell’area di Piandicontro vuole sia recuperato o adibito ad altri usi. In parte lì sono stati riattivati molti servizi. Perché non anche il reparto medicina, che verrà attrezzato sempre a Piandicontro ma in una struttura provvisoria dal costo di 2 milioni e mezzo di euro? Sul fronte del sociale, infine ci attiveremo anche per la realizzazione di una casa di riposo“.


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