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Conoscenze digitali necessarie
a scuola e nelle Pmi
per competere nei mercati

FERMO - Cna: "Le nuove tecnologie digitali, una chiave per competere è il titolo del seminario svolto nell’aula magna dell’Ipsia Ricci a Fermo"
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di Alessandro Giacopetti

“Le nuove tecnologie digitali, una chiave per competere”. Il senso e gli obiettivi del seminario organizzato dalla Cna di Fermo, questa mattina nell’aula magna dell’Ipsia Ricci di Fermo, sono chiari. Come pure il messaggio, l’unica via che le aziende devono seguire per tornare a rialzare la testa.

L’incontro ha visto gli interventi di Domenico Ursino, docente di Ingegneria informatica all’Università Politecnica delle Marche, sul tema “Big data Analytics e le sue applicazioni nella vita quotidiana”, Gianluca Di Buò, presidente regionale Cna Produzione sul tema “Industria 4.0, Big Data e strumenti per l’innovazione”, Alessandro Migliore, direttore Cna provinciale di Fermo, sul progetto Competenze Digitali, Alessandro Righi, responsabile regionale consulenza agevolata Uni.Co, che ha illustrato la nuova Sabatini 2019 e i finanziamenti dedicati alle tecnologie digitali.

In apertura è stato Mauro Torresi, assessore al commercio e attività produttive di Fermo, a portare il suo punto di vista, anche nelle vesti di imprenditore calzaturiero locale, agli alunni del quinto anno presenti: “I mercati cercano sempre maggiore competitività, quindi oltre al duro lavoro servono tecnologie digitali. L’imprenditore deve capire sia quali sono, sia come possono essere utili, acquisendo le competenze necessarie”.

Dopo di lui la dirigente scolastica dell’Ipsia, Stefania Scatasta: “Da tempo collaboriamo con Cna per capire come rendere efficace la nostra formazione. Noi non produciamo beni commerciali ma beni umani, ogni giorno, formando studenti a 360 gradi, sia in ambito cognitivo, sia pratico”.

“Obiettivo dell’incontro è – secondo Paolo Silenzi, presidente provinciale Cna Fermo – capire come promuovere le eccellenze dei nostri distretti industriali che identificano un territorio come produttore di qualità. Dall’altra parte c’è un punto debole: manca la capacità di saper veicolarli bene i prodotti. Per farlo occorre formare figure che sappiano muoversi a livello digitale per rendere le aziende più visibili sul mercato. Il legame con la scuola è quindi doveroso perché è il luogo adatto dove presentare le opportunità che ci sono, attraverso collaborazioni come quella che ci ha portato oggi all’Ipsia”.

In linea con questi obiettivi l’intervento di Alessandro Migliore, direttore Cna provinciale: “’Competenze digitali’ è un progetto che presenta delle opportunità sia per i giovani sia per coloro che già lavorano o che sono professionisti. Si parte dalla migliore comprensione e conoscenza di terminologie legate all’ambito del digitale per diffonderle anche all’interno di piccole e medie imprese.

Qui i budget ridotti e le difficoltà culturali di far capire l’importanza delle nuove tecnologie devono essere superati. Serve, quindi, formare i datori di lavoro e i dipendenti con competenze digitali. Il piano di formazione è gratuito, punta a creare almeno 8 figure con tali competenze. Ad esempio è importante capire come strutturare un sito internet, anche il più semplice, rispettando le normative relative alla privacy. Non sono un semplice adempimento burocratico ma hanno una ricaduta diretta sull’attività dell’azienda: infatti – spiega Alessandro Migliore – se qualcuno ruba i dati di una azienda, ruba anche un patrimonio di conoscenze acquisito negli anni attraverso il lavoro. Una perdita che, nei casi più gravi, potrebbe portare alla chiusura di quell’ azienda”.

Nel suo intervento Gianluca di Buò ha puntato a creare interesse sia tra gli studenti che tra gli imprenditori. Ciò perché i primi saranno chiamati a usare e implementare le nuove tecnologie, mentre i secondi, opportunamente sensibilizzati, saranno coloro che vi investiranno. Quindi l’intervento è stato focalizzato su una panoramica della situazione dei principali mercati internazionali, Usa e Cina, per capire come si muovono queste potenze economiche mondiali, quali sono i loro approcci all’innovazione e alle nuove tecnologie, anche con l’ausilio di video. Si è passati poi al contesto europeo con un’Italia in recessione, in cui ‘Industria 4.0’ è stato definito lo strumento per tornare ad essere competitivi: il modo è investire in tecnologie innovative che permettano di aumentare la produttività. Quindi, sia per mezzo di robot e macchine sia mediante personale tecnico opportunamente formato.


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