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Sala pubblica del quartiere Luce,
Fi annuncia un’interrogazione

SANT'ELPIDIO A MARE - Il coordinamento comunale Fi, con Roberto Leoni, ripercorre i passi sulla gestione della sala pubblica del quartiere Luce
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“Le domande che suscita la questione della sala pubblica del quartiere Luce sono tante, per questo è stata doverosa un’interrogazione consiliare”. Così Roberto Leoni a nome del coordinamento comunale di Forza Italia Sant’Elpidio a Mare che annuncia, appunto, un’interrogazione ad hoc.
“Partiamo da un’inaugurazione di una sala pubblica tirata fuori dal cilindro poco prima di Natale e dall’assegnazione della gestione. E poi ci sono la strategia di ricerca del locale perché anziché considerare tutto il quartiere, si è scelto di concentrare l’attenzione su un’unica via, e l’assenza di pubblicità di tale ricerca. Ci è sembrato strano questo silenzio assordante, per un’amministrazione che ha fatto della comunicazione il suo cavallo di battaglia: che al centro giovanile di Casette si tengano corsi di origami è ben noto a tutti tra articoli di giornale, post sui social, comunicati stampa, che si stesse cercando un locale in zona Luce non era certo di pubblico dominio.
Vogliamo parlare delle date? Il 9 maggio 2018 il Comune lancia un bando per la ricerca di un locale in zona Luce con specifiche: 500 euro di affitto e locale che deve trovarsi sulla strada Faleriense tra il civico 1000 e il civico 2500. Il 20 giugno 2018 scadono i termini della ricerca, al bando risponde solo una proprietà. Il 21 dicembre 2018 esce un comunicato stampa in merito all’inaugurazione della sala in questione. Il 23 dicembre 2018 inaugurazione in pompa magna con taglio del nastro. Il 5 gennaio 2019 il capogruppo consiliare Roberto Greci presenta una prima richiesta di accesso agli atti. Il 7 gennaio 2019 firma del contratto di locazione tra Comune e titolari del locale. 14 marzo 2019 seconda richiesta di accesso agli atti da parte di Fi. Il 3 aprile 2019 stipula della convenzione tra Comune e un’associazione per la gestione della sala”. Fi critica anche sulle motivazioni nella scelta della gestione: “Per carità non siamo qui a contestare una sala pubblica per il quartiere Luce. Anzi visti i lustri di promesse disattese, il quartiere meritava di più. Già meritava di più, perché con 18.000 euro messi a budget nei 3 anni di stipula del contratto si poteva benissimo optare per una soluzione modulare che rimanesse per sempre al quartiere, magari sistemandola in piazzetta della centrale o nello spiazzo antistante la scuola Piane Tenna”. E da qui l’interrogazione degli azzurri.


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