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Da 2 anni a 40 giorni: ridotti
i tempi di risarcimento
per danni da fauna selvatica

REGIONE - A capo del Servizio c'è Loredana Borraccini, ex dirigente della Provincia di Fermo, trasferitasi ad Ancona dopo la riforma Del Rio
martedì 21 Maggio 2019 - Ore 09:30
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di Andrea Braconi

Nei giorni in cui si ricorda l’istituzione della Provincia di Fermo, alcuni ex dipendenti hanno voluto rimarcare l’assordante silenzio seguito alla scelta del Governo Renzi di scrivere la parola fine su questo ente di secondo grado, salvo poi partorire una riforma a metà (che porta il nome dell’allora ministro Graziano Del Rio) che ha strangolato la struttura costringendo quasi tutto il personale a cercare nuove collocazioni. Funzionari e dirigenti che, in 6 anni di lavoro presso le varie sedi della neonata Provincia di Fermo, avevano dimostrato da un lato una grande abnegazione, dall’altro elevate competenze professionali.

La riprova, come spesso accade, è nei numeri registrati dai singoli servizi. In particolare, in quest’ultimo periodo, è saltato all’occhio quello della riduzione dei tempi di rimborso per i risarcimenti di danni per incidenti stradali provocati dalla fauna selvatica (come i famigerati cinghiali), una competenza della Regione Marche all’interno del Servizio Sviluppo e Valorizzazione P.F. Caccia e Pesca, il cui assessore competente è Moreno Pieroni.

A gestire il Servizio è la dirigente Loredana Borraccini, che ricopriva lo stesso ruolo per la Provincia di Fermo. L’attesa, stando alle cifre comunicate dagli stessi uffici, è passata da 24/26 mesi a soli 40 giorni, segno di un’attività metodica e capace di rispondere alle esigenze di cittadini incappati in simili disavventure. Tempistiche accorciate, anche se di poco, anche per quello che concerne i danni alle colture agricole, per i quali la stessa Regione stanzia fondi agli Atc che poi provvedono ai rimborsi.

E quando è la stessa utenza a sottolineare il miglioramento del servizio, come accaduto in Regione, vuol dire che in barba alla vulgata del “dipendente pubblico fannullone”, c’è ancora chi crede nel valore delle istituzioni e nel rapporto con il cittadino. Forse uno dei nodi principali dal quale creare i presupposti per una ripresa di questo Paese, da troppi anni fermo al palo e ancorato a stereotipi che ne continuano a limitare possibilità e prospettive.


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