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LA SCOPERTA
Dalla Sala dei Ritratti riaffiorano
gli antichi affreschi dei castelli fermani
(LE PRIME FOTO)

FERMO - Il sindaco Paolo Calcinaro: "Fermo è un città che riserva sempre sorprese. Lo fa quando si va a scavare nel sottosuolo, come accaduto per Torre di Palme dove abbiamo creato un nuovo museo grazie ai ritrovamenti archeologici e ne riserva anche quando si va a ricucire una parete del nostro palazzo principale. Sicuramente si tratta di un qualcosa di nuovo. Vedremo come andare a valorizzarlo insieme e in accordo con la sovrintendenza". 
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di Paolo Paoletti

Il monogramma di Fermo

Dalla Sala dei Ritratti riaffiorano gli antichi affreschi dei castelli della giurisdizione fermana guidata dal Vescovo. Con l’avanzare dei lavori post terremoto all’interno del palazzo dei Priori, nel cuore di Piazza del Popolo, non mancano le sorprese.  Dopo lo smontaggio del cantiere esterno e dopo il recupero della sala del Mappamondo, riaperta al pubblico la scorsa estate e tornata al suo pieno splendore, ora i lavori si concentrano nei saloni di rappresentanza del simbolo dell’antico potere fermano. Proprio all’interno della Sala dei Ritratti, dove in questi giorni si è concentrato il lavoro delle ditte specializzate, non sono mancate le scoperte.

Durante le operazioni di consolidamento e recupero della muratura, danneggiata parzialmente dal terremoto, sotto la pittura color rosa antico che tutti conoscono e sotto uno strato di mattoni, gli addetti ai lavori hanno notato qualcosa di strano. E’ bastato un esame più attento per consentire il riaffiorare di antichi affreschi raffiguranti stemmi e paesaggi di quelli che erano i territori, o meglio i castelli, che si trovavano sotto la giurisdizione dell’allora vescovo. Subito sono iniziate le ricerche per capire di cosa si tratti.

Dai documenti storici è emerso come gli affreschi ritrovati  sono segnalati in uno scritto nel 1747, in quella che era denominata la ‘Sala del Suffitto’. Da qui l’ipotesi relativa alla loro realizzazione,  probabilmente tra fine 1600 e i primi decenni del 1700. Affreschi che poi sarebbero stati ‘cancellati’ a seguito dei lavori per la realizzazione del teatro, che trovò sede proprio all’interno dell’attuale Sala dei Ritratti. Fonti storiche citano testualmente:”La Sala del Suffitto, come si legge nelle ‘Chronica Alecandri Borgiae Archiep.i et P.pis Firmani’ dell’anno 1747, aveva le pareti dipinte con le raffigurazioni del castelli della giurisdizione fermana, che un tempo era del Vescovo. Allo stesso Borgia dispiaceva che dette pitture, con la costruzione del teatro, si coprissero o si dovessero cancellare. I palchi da costruirsi vennero destinati soltanto alle famiglie nobili e il loro uso implicava un sorteggio, secondo apposito regolamento”.

Dalle prime immagini degli affreschi emerge come, oltre agli stemmi dei castelli, tra cui il monogramma di Fermo, vengono rappresentati antichi paesaggi rurali con dettagli riferiti ai diversi castelli, campi e vegetazione. Lo studio delle pitture andrà avanti, anche grazie alla preparazione del personale di Sistema Museo. Affreschi che saranno sottoposti anche al vaglio della Sovrintendenza delle Marche.

Il sindaco Paolo Calcinaro commenta: “Fermo è un città che riserva sempre sorprese. Lo fa quando si va a scavare nel sottosuolo, come accaduto per Torre di Palme dove abbiamo creato un nuovo museo grazie ai ritrovamenti archeologici e ne riserva anche quando si va a ricucire una parete del nostro palazzo principale. Sicuramente si tratta di un qualcosa di nuovo. Vedremo come andare a valorizzarlo insieme e in accordo con la sovrintendenza”. 

 

Un paesaggio dei castelli fermani


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