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La Cavalcata dell’Assunta entra nel vivo: arriva la solenne cerimonia di investitura dei Priori

FERMO - Tante le novità apportate dal regista Adolfo Leoni alla rievocazione storica giunta alla 38^ edizione, a partire dalla nomina dei capi-contrada che inizierà alle 21 con un corteo che si snoderà tra Piazza del Popolo, Girfalco e Palazzo dei Priori: “Ogni appuntamento della Cavalcata sarà un momento unificante per tutto il territorio all’insegna delle nostre radici, di cui andare fieri”
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Adolfo Leoni, Mauro Torresi, Andrea Monteriù

di Silvia Remoli

L’araldo Maurizio Balacco

“E’ la storia che ci racconta la magnificenza del nostro passato. Dobbiamo riappropriarcene, risvegliando l’orgoglio dell’intero territorio fermano, vivendo tutti gli appuntamenti di questa rievocazione storica, a cominciare dalla suggestiva cerimonia di investitura e nomina dei Priori”, tuona a gran voce Adolfo Leoni, neo-regista della Cavalcata.

Stamane presso la sede di Contrada San Martino è stato presentato l’Araldo, Maurizio Balacco e sono state annunciate le novità apportate alla 38 ^ edizione, forte di un ricco calendario. Imminente appuntamento da non perdere è appunto quello di domenica sera, dalle ore 21, in Piazza del Popolo.

Soddisfattissimi Mauro Torresi in rappresentanza dell’amministrazione comunale e Andrea Monteriù, presidente della Cavalcata. Per l’assessore al commercio “Senza nulla togliere a chi ha gestito fino ad oggi la manifestazione, Adolfo leoni ha portato moltissime novità, che abbiamo accolto pienamente dall’amministrazione, fidandoci delle sue idee e con l’intenzione di portarle avanti, per far capire ai fermani, e non solo, che qualcosa sta cambiando”. Insomma si vuole far affacciare più gente possibile a questa storia quattrocentesca raccontata in una splendida cornice, si vuole invogliare ed incuriosire.

Emozionato  e contento Menteriù: “Quest’anno ci avventuriamo in una nuova azione scenica, proprio nel gioco di Pentecoste, 50 giorni dopo Pasqua: in qualche maniera  anche attraverso l’investitura dei Priori si si ha rinnovamento e rinascita, con il giuramento di fedeltà ai propri contradaioli e alla intera città”. Adolfo Leoni tiene a sottolineare le prime modifiche da lui apportate, proprio a partire dalla cerimonia di domenica 9 giugno, appuntamento nel quale possono ritrovarsi tanti riscontri storici, frutto di passione e di studio.

La investitura e la nomina dei Priori dalle ore 21 partirà da Piazza del Popolo , arriverà al Girfalco, entrerà nel Duomo, e riscenderà di nuovo nella piazza principale, dove i Priori si presenteranno alla città ed entreranno nel Palazzo dei Priori per dare inizio alla loro amministrazione. Il tutto accompagnato dal ritmo crescente dei tamburini, con dovizia di particolari, come  l’estrazione del bussolotto, le tre casse una dentro l’altra, la consegna delle chiavi, il giuramento, le figure del Podestà, del Vescovo, dei Gonfaloni, ecc. Insomma un vero e proprio episodio della vita del ‘400. 

“Per questo mi auguro la partecipazione di tutto il territorio e non solo della fervida popolazione fermana: perché Fermo era la seconda città dopo Roma dello Stato della Chiesa, perché ogni suo scorcio ha qualcosa di antico da raccontare, perché tutti, a partire dai bambini, la nostra risorsa più preziosa, devono andare orgogliosi di questa città stella, i cui raggi confluiscono nel suo centro storico appunto, perché abbiamo delle splendide ed appassionanti radici da rispolverare, e non possiamo prescindere dalla loro reale storia”, prosegue il regista Adolfo Leoni pienamente ispirato, nel suo mandato di allestimento, dalla verità storica, dalla verosimiglianza, e spettacolarità.

Dal 9 giugno in poi quindi si potrà toccare con mano la nuova conduzione della rievocazione storica  (che Leoni precisa essere una vera e propria evocazione garantendone il più possibile la corrispondenza al vero e la credibilità); ovviamente dietro a questa ‘macchina’ che mobilita migliaia di persone c’è il lavoro imprescindibile delle contrade (che hanno accolto positivamente tutte le modifiche introdotte), delle cerimoniere e di tutti i collaboratori che partecipano attivamente all’evento, dell’amministrazione comunale, senza i quali ne sarebbe impossibile la realizzazione.  Al neo-regista, quindi, non resta che chiedere la viva partecipazione di tutta popolazione: “La città e il territorio  (non a caso Fermo veniva denominata ‘città-territorio’ in quanto piazza principale per i comuni limitrofi, cosiddetti ‘amici’) devono riappropriarsi dell’orgoglio e vivere la Cavalcata come uno dei massimi momenti unificanti di grande aggregazione sociale”.

 


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