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Tari, l’affondo di Zacheo:
“Calcinaro evita i temi spinosi,
organico e rifiuti delle imprese?”

FERMO - Il capogruppo di opposizione di Io Scelgo Fermo passa al setaccio isole ecologiche, organico e rifiuti per le imprese
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“L’aumento della Tari ed il fallimento della costosissima esperienza delle isole ecologiche e del sistema di raccolta nel suo complesso, hanno scosso Calcinaro, costringendolo ad uscire allo scoperto. Lo ha fatto evitando gli argomenti spinosi e argomentando tesi talmente inverosimili da suscitare persino la reazione di cittadini indignati, di alcuni operatori ecologici addetti alla raccolta e di molti imprenditori locali”. Inizia così il nuovo affondo del capogruppo di opposizione di Io Scelgo Fermo, Pasquale Zacheo, che non molla la presa su Tari e rifiuti.

“Calcinaro non parla delle isole ecologiche e del perché recentemente le stesse siano state affiancate dai vecchi e generici cassonetti per evitare montagne di rifiuti abbandonati. Non parla dei costi di noleggio e delle modalità di acquisizione delle numerose isole posizionate in diversi quartieri, costi che gravano sulla Tari a carico dei cittadini fermani, per il solo noleggio, per quasi 300 mila euro annui. Il sistema è ritenuto farraginoso e implica una serie di difficoltà soprattutto per le persone anziane e per quelle con difficoltà motorie. La gente è costretta a trasportare pesanti rifiuti per centinaia di metri e sostare diversi minuti sotto le intemperie per disbrigare le varie incombenze di pesatura, etichettatura e conferimento.
Non parla del rifiuto organico riposto, con fatica, nelle isole ecologiche dai cittadini, e della conseguente impraticabilità del suo compostaggio. Infatti, i cittadini sono costretti a pagare il sacchetto biodegradabile per riporre i loro rifiuti organici, poi invece debbono applicare l’etichetta con colla non degradabile, generata dal sistema di pesatura, che contamina paradossalmente lo stesso rifiuto, il quale, proprio a causa di detta contaminazione, gli operatori debbono conseguentemente riporre nell’indifferenziato, cosiddetto rifiuto grigio. E’ ovvio che i dati della pesatura, in tal modo, alterano quelli della effettiva raccolta differenziata, proprio a causa della contaminazione dell’organico.
E proprio in tema di scarsa aderenza dei dati della percentuale di differenziata, gli stessi operatori ecologici, ci hanno anche segnalato la questione dei rifiuti delle imprese fermane. Si tratta di una decisione, quella di non raccogliere i rifiuti delle imprese, dell’esecutivo guidato da Calcinaro presumo per arginare il disastro degli ultimi anni, relativo all’indice di raccolta differenziata, che aveva posto Fermo tra i fanalini di coda regionale. Infatti, il carico dei rifiuti delle imprese, guarda caso, andava ad incidere negativamente sull’indice percentuale della differenziata. Quindi, pur di ottenere un dato percentuale migliore e nascondere l’inadeguatezza del sistema di raccolta, si è deciso di aggravare i costi delle imprese fermane, andando ad incidere sulla già moribonda situazione dell’imprenditoria locale. Ed oggi questi signori hanno anche il coraggio di uscire pubblicamente e vantarsi del dato percentuale. Una beffa per le tante famiglie fermane. Non è dunque un caso se, negli ultimi anni, le aziende stanno abbandonando Fermo, come confermano i drammatici dati forniti dalle componenti istituzionali di riferimento.


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