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Raffica di rapine e furti,
il transessuale ‘flagello della costa’
scovato dai carabinieri

PORTO SANT'ELPIDIO/FERMO - Il soggetto è stato scovato all’interno dell’appartamento. I carabinieri: "Si nascondeva dopo aver compiuto i gravi reati di cui si era reso autore a partire dalla fine del mese di aprile 2019, collezionando ben 13 tra rapine aggravate, scippi e furti con destrezza"
martedì 11 Giugno 2019 - Ore 13:49
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Il comandante dei carabinieri di Porto Sant’Elpidio, Corrado Badini

di redazione CF

A seguito di serrate indagini poste in essere dalla ‘giudiziaria’ della stazione carabinieri di Porto Sant’Elpidio, nel pomeriggio di ieri i militari dell’Arma elpidiensi hanno catturato un pericoloso transessuale, nato in Brasile e lì residente, ma domiciliato a Fermo, a Lido Tre Archi“. Così i militari dell’Arma, annunciando l’arresto del transessuale, poco più che 40enne, arrivato a seguito di una brillante operazione fatta di meticolose indagini, di controlli capillari sul territorio, di screening di filmati di videosorveglianza e di raccolta di informazioni, mettono di fatto fine a un incubo per la costa. Insomma un’operazione a 360 gradi che è arrivata a fare centro. Per gli investigatori dell’Arma sarebbe responsabile di ben 13 reati.

Il soggetto è stato scovato all’interno dell’appartamento, dove si nascondeva dopo aver compiuto i gravi reati di cui si era reso autore a partire dalla fine del mese di aprile 2019, collezionando ben 13 tra rapine aggravate, scippi e furti con destrezza, commessi nel breve periodo a danni di anziani o ignari passanti, fra Porto Sant’Elpidio, per la maggior parte, e Fermo, a Tre Archi. Il comando dei carabinieri di Porto Sant’Elpidio, mediante individuazioni, raccolta di filmati delle telecamere di videosorveglianza e acquisizione di referti medici delle vittime, ha individuato subito l’identità del reo per tutti i reati commessi in questa giurisdizione, in alcuni dei quali era intervenuto anche personale della questura di Fermo, che aveva raccolto utili elementi alle indagini o per i quali si era proceduto, informandone subito la procura della Repubblica di Fermo. L’autorità giudiziaria nelle persone del procuratore Alessandro Pazzaglia e del sostituto Eugenia Sinigallia, concordando con le risultanze emerse e fatte proprie, hanno così richiesto l’emissione di mandato di cattura con custodia cautelare in carcere che il gip del tribunale di Fermo Marziali ha concesso a pieno titolo per tutti i reati elencati, mediante emissione di decreto, che è stato così immediatamente eseguito” dai militari dell’Arma della caserma di Porto Sant’Elpidio.


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