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SOS PRIMO INTERVENTO
Punture di insetto,
come riconoscere quelle pericolose
Videoguida dell’Area vasta 4

EMERGENZA - Quarta puntata della rubrica di Cronache Fermane sul primo intervento in caso di incidenti e emergenze. Si parla di punture di insetti. I consigli della con la dottoressa Anna Fusari, dirigente medico Responsabile Allergologia Ospedale Murri. MASSIMA ATTENZIONE ALLE PUNTURE DA IMENOTTERI
sabato 29 Giugno 2019 - Ore 10:53
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di Giorgio Fedeli e Simone Corazza (foto e video Simone Corazza)

Sos Primo Intervento. Quarta puntata, sulle punture di insetto, dopo quella incentrata sull’ostruzione delle vie aeree nei bambini (leggi l’articolo e guarda il video), quella sul sanguinamento dal naso (leggi l’articolo e guarda il video), e quella sulle contusioni e distorsioni (leggi l’articolo e guarda il video) della rubrica di Cronache Fermane, realizzata in collaborazione con l’Area vasta 4 guidata dal direttore Licio Livini, con il prezioso contributo del Pronto Soccorso dell’ospedale Murri di Fermo, nella persona del suo primario, Fabrizio Giostra, affiancato da professionisti e specialisti dell’emergenza.

Fabrizio Giostra, primario del pronto soccorso di Fermo

Sos Primo Intervento, appunto. Sì perché la rubrica, tramite spiegazioni, delucidazioni, esempi pratici e, soprattutto una video-guida, ha l’obiettivo di fornire ai lettori, di tutte le età, un vademecum sul primo intervento, quello da effettuare in casa, o in strada, nella quotidianità, per rispondere con tempestività e efficacia a quelli noti come incidenti domestici. Insomma guidare e formare anche i ‘non addetti ai lavori’ su come comportarsi in caso di urgenze, tra le più comuni, quelle che possono verificarsi in qualsiasi momento e colpire i propri cari, dai bambini agli anziani, ovunque. Pochi istanti in cui è fondamentale, anche se comprensibilmente non facile, non farsi assalire dall’angoscia e dalla confusione. E agire nel migliore dei modi, in attesa dell’arrivo del 118. Sì perché è importante sapere cosa fare ma anche cosa evitare. Indicazioni basilari per migliorare o, quantomeno, tamponare, la situazione. E non peggiorarla. Pochi istanti a disposizione per praticare manovre che in molti casi sono dei veri e propri ‘salva-vita’. Fabrizio Giostra, primario del pronto soccorso di Fermo.

“L’obiettivo della rubrica è fornire strumenti utili ai lettori per affrontare delle vere e proprie emergenze in attesa del 118, oppure situazioni molto più banali che possono risolversi nel migliore dei modi senza un accesso improprio al pronto soccorso. Svilupperemo dei video con degli specialisti del settore. Video semplici, didattici, efficaci e chi li guarda può far sue nozioni di base per affrontare tutte le situazioni, fino alle più drammatiche”. Tecniche che possono essere apprese e approfondite, e su cui si può acquisire una sempre maggiore praticità e dimestichezza, frequentando i vari corsi di primo soccorso ciclicamente organizzati dalle varie Pubbliche Assistenze del Fermano. “Il Pronto Soccorso, dalla pubblicazione della puntata, risponderà ai dubbi e alle richieste degli utenti – segnala il primario Giostra – attraverso i commenti all’articolo”.

Anna Fusari

Entrando nel dettaglio della puntata, scopriamo con la dottoressa Anna Fusari, dirigente medico Responsabile Allergologia Ospedale Murri, come comportarsi dinanzi a punture di insetto, come distinguerle e come riconoscere quelle che possono causare gravi conseguenze. 

LE TIPOLOGIE DI PUNTURA

Possiamo dividere gli insetti pungitori in due grossi gruppi: da un lato gli imenotteri, cioè api, vespe, calabroni, dall’altro tutti gli altri insetti pungitori (zanzare, simulidi, cimici, pulci, etc).
Questa distinzione è importante perché le punture di imenotteri possono esitare in reazioni allergiche che possono mettere rapidamente a rischio la vita, cosa che non avviene generalmente per gli altri insetti pungitori.
Quindi, primo concetto: se sono punto da un imenottero posso andare incontro a una reazione grave. E se non vedo l’insetto che mi punge? Posso sospettare che sia un imenottero se la puntura è molto dolorosa. Posso inoltre riconoscere se è stata un’ape, perché il pungiglione rimane infisso nella pelle. Se non mi accorgo di essere stato punto, non sospetterò un imenottero.

COSA AVVIENE DOPO LA PUNTURA:

Due sono le tipologie di reazione: una, confinata alla sede della puntura, è cioè una reazione locale. La pelle, nella sede della puntura può dare prurito, diventare rossa (eritema), gonfiarsi (edema), anche entro pochi istanti. Più frequentemente capita che queste reazioni locali diventino più fastidiose dopo diverse ore, anche 1-2 giorni dopo la puntura, e allora, in base al tipo di insetto pungitore, può prevalere il gonfiore, anche esteso diversi centimetri, oppure si evidenzia una papula intensamente pruriginosa; e a volte sono molto numerose le punture e quindi molto numerose le reazioni locali e possono persistere diversi giorni. Però, per lo più, sono reazioni che non richiedono una visita urgente al Pronto Soccorso. Possono essere trattate con applicazione locale di ghiaccio, con steroidi topici, se estese o numerose possono richiedere terapie per via generale, ad esempio steroidi e antistaminici orali. L’altra tipologia di reazione è quella che vede responsabili in primis gli imenotteri: è la reazione sistemica, che non è limitata alla sede della puntura, ma coinvolge diversi organi e apparati. E’ rapida.

Appena punti possiamo avvertire prurito, calore, formicolio al palmo delle mani, ai genitali, al capo, ai piedi, vertigini, nausea, dolore addominale, vomito. Sensazione di chiusura in gola e difficoltà di respiro. Annebbiamento della vista. Debolezza improvvisa e malessere generale fino alla perdita di coscienza per un brusco calo della pressione sanguigna (è lo shock anafilattico). Quando inizia una reazione sistemica, non sono prevedibili la rapidità dell’evoluzione, la gravità e l’esito, che può essere infausto. Perciò non va assolutamente sottovalutata. I decessi da shock anafilattico da puntura di imenotteri sono avvenuti mediamente 15 minuti dopo la puntura.

 


Quindi secondo, importante, concetto: se ho una reazione che non è limitata alla sede della puntura, magari ho uno o più di quei sintomi elencati: devo chiamare subito il 118 o avvisare qualcuno che possa farlo per me, perché la reazione può evolvere rapidamente mettendo a rischio la sopravvivenza.
Se qualcuno, in base a queste dichiarazioni, si rende conto di avere avuto una reazione sistemica da puntura di imenotteri e non ha fatto accertamenti in merito, lo sollecito a fare una valutazione allergologica, perché esistono terapie specifiche che consentono agli allergici al veleno di tollerare le successive punture di imenotteri”.

 


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