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L’orto per dare significato al tempo,
detenuti dal ‘pollice verde’
per manualità e futuro

FERMO - Dal carcere: "Il progetto, nato dalla collaborazione con la Caritas Diocesana di Fermo e Ugo Pazzi dello Slow Food, che nelle settimane scorse si sono occupati della formazione dei partecipanti, ha l'intento di professionalizzare e responsabilizzare i reclusi per accompagnarli sia nell'esecuzione della pena che nel successivo reinserimento socio-lavorativo"
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Alcuni rappresentanti del Rotary club Porto San Giorgio Riviera fermana, della Caritas, il responsabile dell’area trattamentale Nicola Arbusti e la comandante della Polizia penitenziaria Loredana Napoli

Alla Casa di Reclusione di Fermo nei giorni scorsi, grazie all’impegno del Rotary Club di Porto San Giorgio-Riviera fermana, rappresentato dal presidente Maria Luisa Savini e Molly Pizzuti, è stato donato il materiale necessario per la realizzazione di un orto didattico che sarà allestito e curato dai detenuti del carcere cittadino.

“Il progetto, nato dalla collaborazione con la Caritas Diocesana di Fermo e Ugo Pazzi dello Slow Food, che nelle settimane scorse si sono occupati della formazione dei partecipanti, ha l’intento di professionalizzare e responsabilizzare i reclusi per accompagnarli sia nell’esecuzione della pena che nel successivo reinserimento socio- lavorativo”.

“Fondamentale – sottolinea l’educatore Nicola Arbusti – è la collaborazione e la sensibilità dimostrata dalle associazioni del territorio come il Rotary Club di Porto San Giorgio nei confronti del mondo penitenziario, che ringrazio anche a nome della Direzione”.

“I detenuti – concludono dal carcere – avranno l’occasione di prendersi cura di alcune vasche entro cui saranno piantati i semi, per creare un orto urbano all’interno delle mura di cinta. Un progetto che sta catturando l’attenzione di tanti e che ha già avuto il merito di aver coinvolto più soggetti, per costruire davvero una possibilità di futuro”.

 


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