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«Il lungomare è un far west,
pronti ad andare da sindaco e prefetto
»
pubblici esercizi e chalet
sul piede di guerra

PORTO SAN GIORGIO - Alcuni pubblici esercizi del centro sono pronti alla protesta plateale pur di risolvere i problemi, tra scorribande, danni, rischi e 'accerchiamenti' che vivono sistematicamente di notte, nei week end, sul lungomare. Un operatore graffiato al volto con una chiave
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Il lungomare Gramsci

di Giorgio Fedeli

Qui è il far west, soprattutto nei fine settimana. Non se ne può più. Di notte rischiamo anche la pelle mentre di giorno temiamo di tornare a lavorare per la conta dei danni che ci attende. Siamo pronti ad andare da sindaco e prefetto“. Non ce la fanno più, si dicono esasperati. Senza contare i danni economici e di immagine che devono subire. Alcuni pubblici esercizi e chalet del lungomare centro, sono sul piede di guerra. Il problema. Ormai si può dire: sempre quello. Scorribande di ragazzi che provocano danni e disagi. E purtroppo non solo quelli. Si va anche oltre con alcuni concessionari di spiaggia accerchiati.

“Restiamo agli ultimi giorni, all’ultimo week end. Andando indietro nelle settimane rischiamo che la lista sia troppo lunga. Sabato sera due episodi violenti in strada: due ragazzi si sono picchiati e da lì a breve una colluttazione tra altri ragazzi. In pubblico esercizio, a causa di queste scorribande, i clienti se ne sono andati. Danni su danni insomma. La sera prima due operatori balneari sono stati costretti a intervenire in spiaggia per un ragazzo che si era arrampicato su un ombrellone. Arrivati sulla sabbia, sono stati accerchiati da un gruppo di ragazzini. E ancora: alcuni giorni prima un loro collega, al momento della chiusura dello chalet, è stato accerchiato da ragazzini solo per aver detto, a uno di questi, di smetterla di urinare all’interno della concessione. Ed è stato anche graffiato alla faccia con una chiave. Noi siamo stanchi, esasperati, estenuati. Qui così non si va più avanti. E se non si prendono provvedimenti prima di subito, siamo pronti ad andare ad esporre la nostra situazione di totale disagio e rischio a sindaco e prefetto. Abbiamo infatti ben chiaro infatti dove ha origine il problema”.


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