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“Sanità, la responsabilità è del Pd
Calcinaro rivendichi le mancanze”
Tulli replica a Livini

FERMO - Il consigliere comunale della Lega nell'analisi sanità a 360 gradi, dall'ospedale all'emodinamica e all'anatomopatologia. E annuncia una mozione: "Il sindaco, per la verità troppo silenzioso su questo tema, rivendichi, in sede di approvazione del Piano sanitario regionale, le mancanze della nostra Area Vasta"
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Gianluca Tulli

“Nessuna strumentalizzazione, né critiche gratuite o tentativo di denigrare la sanità locale né tanto meno criticare i seri e bravi professionisti che vi operano, costretti a lavorare non al meglio delle condizioni e a cui va la mia gratitudine, ma un’urgenza di evidenziare quello che i dati dimostrano ed invertire la rotta, prima che sia troppo tardi. Non regge la critica del direttore Av4 Livini, a chi da anni si batte e si è battuto per la nostra sanità, prevedendo e denunciando per tempo quello a cui si andava incontro, proprio per l’amore e la difesa della nostra Area Vasta”. Inizia così la disamina sulla sanità fermana del consigliere della Lega, Gianluca Tulli. Un’analisi che prende spunto dal punto, proprio sulla sanità fermana, di ieri, oggi e domani, del direttore Av4, Licio Livini (leggi l’articolo), intervenuto nelle scorse settimane in commissione comunale di ascolto sulla sanità.

“La conclusione delle commissioni consiliari, alla presenza di tutte le rappresentanze che operano nel settore sanità, sindacati, ordini professionali, associazioni di volontariato, associazioni culturali, ha evidenziato quello che è ben rappresentato dalla tabella (con i dati estratti dal supplemento di Italia Oggi del 19 novembre 2018, dati Istat 2013), ovvero che la sanità fermana è all’ultimo posto nelle Marche e agli ultimi posti tra le province italiane.

Il direttore Livini, nel suo intervento all’ultima commissione, ha ammesso, forse involontariamente, gli errori della politica degli ultimi 15 anni in tema di sanità locale e questi errori hanno una connotazione politica ben precisa ovvero il Partito Democratico. Livini afferma che se negli anni 2000 il nostro territorio avesse alienato tutti i suoi beni reinvestendo il ricavato, sicuramente oggi avremo avuto più servizi. Allora domando, perché quando hanno creato l’Asur unica, che ha assorbito tutti i beni della nostra allora Asl, i rappresentanti regionali di maggioranza del Pd non hanno votato e non si sono impegnati a far votare un emendamento che fu proposto? Emendamento che prevedeva un investimento sulla nostra Area Vasta pari al valore dei beni che venivano assorbiti. Bastava poco.

La tabella diffusa da Tulli

Livini invita a fare una riflessione più ampia, socio economica, reddituale, occupazionale, che vede la nostra provincia agli ultimi posti a livello nazionale e quindi anche la sanità ne risente e si chiede se la politica poteva fare di più. Beh, ritengo che sempre il Pd, alla guida della regione e della provincia, abbia gravi colpe politiche. Basti pensare che la nostra Regione è stata declassata dall’Europa, da Regione ordinaria a Regione in transizione e che l’ultimo rapporto di Bankitalia documenta una crisi più accentuata, rispetto alla media italiana. Dal 2007, 11 punti di Pil in meno, contro i 4 di ritardo del resto d’ Italia e nell’ultimo anno il dato export sceso dello 0,9% a fronte di una ripresa di +3,1%. In base a questi dati, ci troviamo dinanzi ad una Regione che non favorisce la ripresa, l’emergenza sociale e abitativa, né dà risposte alla crisi economica che, invece, altrove sembra superabile.

Il direttore Av4, Licio Livini

Ritornando sul tema sanità, lo stesso direttore di Area Vasta afferma che oggi ci troviamo in tempi di ristrettezza e con numeri territoriali che non ci consentono di avere diversi servizi come ad esempio l’emodinamica che necessita di almeno 300.000 abitanti per istituirla. Anche qui non mi trova d’accordo. Come è stato evidenziato in commissione da Catalini e confermato dal presidente dell’ordine dei medici Calcagni, l’alto tasso di mortalità per malattie cardiovascolari nella nostra provincia, giustificherebbe a pieno titolo la presenza di un’emodinamica (418 pazienti cardiopatici all’anno, mentre le linee guide ne prevedono 400). La proposta di un’emodinamica di rete con Macerata ed Ascoli, dove un’equipe mobile di professionisti si sposta, permette sicuramente prestazioni programmate, ma non prestazioni di emergenza, penalizzando i nostri cittadini rispetto a quelli di altre Aree Vaste.
Dalle ultime notizie apprendiamo che l’unico anatomopatologo presente a Fermo ritornerà presso AV2 e che si è persa o si sta perdendo la possibilità di avere il centro ‘preparazione dei farmaci oncologici’ cosi che dovremo dipendere rispettivamente da Ascoli Piceno e Macerata. Ulteriore perdita di figure professionali, risorse e servizi essenziali. Riguardo alla realizzazione del nuovo ospedale, le perplessità aumentano.
Ci sono 70 milioni di euro stanziati per il progetto del 2010, che prevedeva 312 posti, oggi il progetto ne prevede 362 e già sono stati spesi 8 milioni senza che sia stato posto il primo mattone. Considerando la spesa per le attrezzature necessarie per ogni singolo posto letto, mancano ancora circa 50 milioni. Non avendo ricevuto rassicurazioni sulle risorse per la completa realizzazione, viste le perenni promesse disattese a cui siamo stati abituati, non ci fa ben sperare e la partenza dei lavori, prevista per settembre, sa di campagna elettorale.
Come più volte annunciato, presenteremo, a breve, una mozione in consiglio comunale che impegni il sindaco, per la verità troppo silenzioso su questo tema, a rivendicare, in sede di approvazione del Piano sanitario regionale, le mancanze della nostra Area Vasta, in attesa di un cambio della giuda politica della Regione che possa meglio tutelare il nostro territorio”.

Viaggio al centro della sanità fermana, dai tempi e numeri del nuovo ospedale alla rete interprovinciale L’analisi del direttore Av4 Livini


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