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LA RECENSIONE
Nel nuovo film di Brian De Palma, una trama personale di vendetta è riassunta da orribili visioni di atti terroristici: “Domino”

RECENSIONE - Il mondo di guerra e corruzione che De Palma aveva immaginato, in una forma o nell’altra, sin dagli anni ’60, continua a venire a galla in questo thriller poliziesco
lunedì 15 Luglio 2019 - Ore 08:55
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di Eraldo Di Stefano

Il poliziotto di Copenaghen Christian (Nikolaj Coster-Waldau) è un tipo simpatico, ma non un agente particolarmente buono. Lasciando il suo appartamento per i suoi spostamenti mattutini con il suo amico e compagno Lars (Soren Malling), distratto da una donna nuda che cerca di trattenerlo, dimentica la sua pistola non portandola con sé. Più tardi in una scena del crimine, un macabro omicidio-tortura, prende in prestito la pistola del compagno, lasciandolo disarmato. Questo consente ad Ezra (Eriq Ebouaney) di attaccare mortalmente il partner di Christian il quale, durante un inseguimento sul tetto che sembra l’apertura di “Vertigo” di Hitchcock reimmaginato, riesce a perdere anche questa seconda arma.

In altre circostanze e in altri tempi, il regista Brian De Palma avrebbe potuto spremere un mordente umorismo dall’inettitudine del suo protagonista, considerando il suo passato e il decollo della sua carriera grazie a commedie come “Hi, Mom!”. La sua filmografia molto vasta comprende diversi generi, dall’horror al crime, passando per grandi successi come “Mission: Impossible” (1996).

Ma adesso è il momento di “Domino”, arrivato nelle sale dopo che il regista già in più di un’intervista si era lamentato sul modo in cui i produttori del film lo avevano trattato. Sceneggiatura di Petter Skavlan, il film non si incentra particolarmente su una trama di vendetta personale, neanche dopo che Christian viene affiancato da Alex (Carice van Houten) che era molto vicino a Lars. Per quanto riguardo l’omicida Ezra, questi viene bloccato da Joe Martin capo della CIA (Guy Pearce) e viene costretto a continuare ad uccidere ancora: rasatosi barba e testa, Ezra segue gli stessi jihadisti che Christian e Alex perseguitano.

Il mondo di guerra e corruzione che De Palma aveva immaginato, in una forma o nell’altra, sin dagli anni ’60, continua a venire a galla in questo thriller poliziesco. Quello che non ha molto entusiasmato di “Domino” è che i profitti sono stati sotto le attese e bassi considerando gli impieghi, seppure in alcuni casi il riscontro con il pubblico non ha reso giustizia allo sceneggiato. E questo, in fin dei conti, sembra essere uno di quei casi.

 


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