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La Società Dante Alighieri,
Comitato di Fermo compie 130 anni
di vita culturale e sociale

FERMO - L’Istituzione ha svolto e svolge nella nostra città, particolarmente nella scuola, tra gli studiosi ma anche tra i cittadini, iniziative volte all’esaltazione dei valori umani e morali della Cultura e dell’Arte
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di Massimo Temperini, presidente Società Dante Alighieri

Busto di Dante conservato in sede

Dante e Fermo cos’hanno in comune?
Certamente non l’antistorica e campanilistica rivendicazione fermana di aver dato origine alla famiglia di Dante per via dell’esistenza di un vicolo intitolato ad Elisei. Il che avrebbe a ritroso ricondotto ad Eliseo, fratello di Cacciaguida, antenato del grande fiorentino.  Affinità linguistico-dialettali? Dante nel De vulgari eloquentia decreta l’arretratezza del dialetto fermano, riferendosi a quell’incunabolo del folklore che è La canzone del castra, ma non possiamo sorvolare il fatto che il fiorentino disprezzava anche il suo gergo cittadino e non era tenero con quello del nord («Crudeliter eructuant»).
Nella storia passata, invece, possiamo pur cogliere qualche fiore di eccellenza come nel caso del vescovo Giovanni de Bertoldi che entrò nella diocesi fermana nel 1413. Partecipando al Concilio di Costanza il nostro vescovo stupì il consesso tanto che alcuni prelati inglesi insistettero perché Bertholdus traducesse in latino la Divina Commedia, impresa che portò a termine in soli cinque mesi nel 1416.

La lapide di fondazione

È scontato che l’amore per Dante sia universale e quindi che esiste ed esisterà sempre un’attrazione verso di lui che non si può recingere ma, bensì, ancor di più ampliare. E questo è il compito che da ben 130 anni adempie per statuto la Società Dante Alighieri.  Fondata nel 1889 da un gruppo di intellettuali guidati da Giosuè Carducci ed eretta in Ente Morale con R. Decreto del 18 luglio 1893, n. 347, ha lo scopo di «tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo, ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore e il culto per la civiltà italiana».
Nel perseguire tale obiettivo la sede centrale di Roma si avvale dei Comitati locali, che in Italia sono 81, distribuiti in quasi tutte le province e ben 401 in tutto il mondo.

Il Comitato provvisorio di Fermo, costituitosi il 19 luglio 1889, vedeva nella sede municipale, il 24 dello stesso mese, coronato lo scopo di fondare in città, immediatamente dopo Roma, il Comitato Locale della Società «Dante Alighieri». Il Conte Luigi Falconi, senatore e sindaco di Fermo, fu eletto presidente il 7 agosto successivo, «più per benevolenza degli altri che per propri meriti», come lui stesso modestamente asseriva, ponendosi a capo di un Direttivo di sette membri, tra i quali il Cavalier Professor Ippolito Langlois, mentore del progresso scientifico francese importato a Fermo. In quell’occasione egli esordiva affermando «di onorare la memoria di quel grande che sintetizza il genio italiano (…) di diffondere e tutelare la propria lingua (…) col legame della favella stringere le mani dei fratelli al di sopra delle più alte cime dei monti ed oltre i mari dove il dolce sì risuona (…) quella che si promuove è un’opera altamente ed essenzialmente civile e pacifica».».

L’atto originale Fondazione del 1889

Durante i 130 anni di vita del Comitato Fermano tanti sono stati i Presidenti che si sono succeduti, tra i quali i conti Gaetano Vinci e Francesco Bernetti Evangelista e per arrivare ai più recenti, il Ragioniere Umberto Ercoli, a capo dell’associazione per 40 anni e il Commen-datore Ragioniere Niccola Campofiloni, tutte e due ancora instancabilmente iscritti alla Dante Alighieri.  Dal 2015 Presidente del Comitato è l’Architetto e Professore Massimo Temperini affiancato dalla Vice-presidente professoressa Guglielmina Rogante ed da altri cinque Consiglieri. La sede locale è ubicata in Via Ludovico Migliorati n. 2.

L’Istituzione ha svolto e svolge nella nostra città, particolarmente nella scuola, tra gli studiosi ma anche tra i cittadini, iniziative volte all’esaltazione dei valori umani e morali della Cultura e dell’Arte. Negli ultimi anni frequenti sono state le conferenze e gli incontri con personalità della letteratura. Particolare impulso è stato dato al coinvolgimento dei giovani studenti frequentanti il Liceo Classico «Annibal Caro» ed altri istituti fermani. In collaborazione con l’Ambito Sociale XIX il Comitato della Dante Alighieri di Fermo aderisce ad un Progetto d’Inclusione Sociale di cui può avvalersi un giovane socio. Altre collaborazioni sono state concertate con profitto con altre associazioni culturali e musicali, non ultimo con la Scuola Superiore di Mediazione Linguistica.

Passaggio particolarmente delicato è l’adeguamento alle modifiche statutarie sollecitate di recente dalla riforma del Codice del Terzo Settore. Il Consiglio Direttivo si auspica che ci siano chiarimenti ed anche garanzie in merito ai vantaggi di cui avvalersi ma anche in relazione agli obblighi da assumersi.  Questo traguardo è quindi uno spalto dove non solo si può ammirare con orgoglio il passato ma soprattutto guardare avanti verso il futuro dell’Associazione, ed in questa ottica che si rinnovi l’affetto e la vicinanza dei soci e l’insostituibile sostegno degli «sponsores» tra i quali, per assiduità e stima mostrate, va annoverata la Fondazione della Cassa di Risparmio di Fermo. Il Comitato organizzerà una giornata di studi entro la fine dell’anno per celebrare la particolare ricorrenza.

 

L’elenco dei presidenti


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