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Il Sistema Museale integrato
di Fermo esempio da seguire

FERMO - E' stato presentato a livello nazionale dal vicesindaco e assessore alla cultura Francesco Trasatti, nel corso delle audizioni della Commissione di studio reti e sistemi museali del Mibac, in collaborazione con Fondazione Symbola, nell’ambito di ArtLab19 Fondazione Fitzcarraldo
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Il Sistema Museale della Città di Fermo come case history. Un modello virtuoso da seguire e da cui prendere esempio. Per questo è stato presentato a livello nazionale dal vicesindaco e assessore alla cultura Francesco Trasatti, nel corso delle audizioni della Commissione di studio reti e sistemi museali del Mibac, in collaborazione con Fondazione Symbola, nell’ambito di ArtLab19 Fondazione Fitzcarraldo. Platea: quella del seminario estivo di Symbola a Treia, nei giorni scorsi, dal titolo ‘Da soli non si può. Empatia e tecnologia per costruire il futuro’, di prestigio, dunque, in un evento che ogni anno d’estate diventa uno degli appuntamenti di riferimento per la riflessione sui temi della sostenibilità, dello sviluppo, della competitività. In particolare, la sessione dei lavori ha riguardato l’impresa culturale, le politiche pubbliche e private nel settore dell’economia della cultura e del turismo.

“Il Sistema Museale di Fermo, così come concepito nel bando scaduto ad aprile – spiegano dal Comune – ha particolarmente attratto l’attenzione degli organizzatori e dei presenti per le sue peculiarità, volte a creare un sistema in grado fare della cultura museale un volano in termini di sviluppo economico, turistico e occupazionale di un territorio, grazie ad una rete di competenze e professionalità messe insieme.

Come ricordato dall’assessore Trasatti nel corso dell’assise, “il bando si è posto come obiettivo di consolidare e implementare lo sviluppo locale partendo dal patrimonio culturale esistente, attraverso l’innovazione ed il cambiamento dell’asset gestionale, sperimentando una gestione che contempli un partenariato pubblico/privato”.

“Con questo sistema – aggiungono dall’ente – che ha visto quali strategie di riferimento le progettualità “Fermo 0-99”, “Iti Urbano” e il “Distretto Culturale Evoluto” (Dce) e che vuole mettere a sistema le attuali sedi museali di Palazzo dei Priori, Palazzo Paccarone (polo scientifico), l’ex chiesa di San Filippo (auditorium e spazio espositivo), Torre di Palme (archeologico Piceno) i prossimi musei al Terminal (contemporaneo e fotografia) e all’ex collegio Fontevecchia (archeologico), si è voluto affidare in concessione mista (per 15 anni, valore di 9 milioni 631 mila euro) i servizi di gestione, progettazione ed esecuzione dei lavori del sistema museale integrato, aggiudicati, dopo gara curata dalla Sua della Provincia, alla Rti, composta da ditte specializzate per ogni settore d’intervento: Società cooperativa Sistema Museo, Axitea spa, Panstudio Architetti Associati, Baghetti Francesco srlu, Monaldi Edilizia sas”.
“Il sistema museale integrato si presenta come progetto organico – ha ricordato l’assessore Trasatti nel corso di Symbola – con cui si vogliono superare le frammentazioni dell’offerta culturale e vengono coinvolti i potenziali attori del territorio che operano nei settori della cultura, del turismo, dello sviluppo locale, della promozione della conoscenza, dell’industria creativa e del marketing.

Nella fattispecie verrà realizzato l’allestimento di nuovi spazi museali e la rifunzionalizzazione di quelli esistenti, Palazzo dei Priori diverrà hub sotto il profilo sia della produzione culturale (mostre, ricerca, interazione multimediale) che della promozione turistica (integrazione turismo-cultura, portale unico dell’accoglienza) oltre al consolidamento delle rete culturale cittadina, con un sistema coordinato e di collaborazione con la Curia Arcivescovile, le associazioni, i privati e realtà extra territoriali.

Insomma – ha concluso l’assessore Trasatti – un’innovativa gestione organica ed in rete dei poli museali della città, vecchi e nuovi, partendo dall’introduzione del biglietto unico e dell’armonizzazione degli orari di visita, attraverso un partenariato pubblico-privato, favorendo i servizi per i turisti e la fruizione dei beni culturali della città, con importanti ricadute economiche nel centro storico e nel territorio”.

Sistema che verrà presentato nelle prossime settimane in modo accurato in città e ad ottobre a Bari nel corso di un importante meeting pubblico, organizzato dalla fondazione Fitzcarraldo, prestigioso centro internazionale che svolge attività di progettazione, ricerca, formazione e documentazione sul management, l’economia e le politiche della cultura, delle arti e dei media.


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