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La recensione
Una famiglia al tappeto: Stephen Merchant conosce tutte le mosse giuste per dirigere questo film sul wrestling

Arriva la pellicola basata sul documentario del 2012 (The Wrestlers: Fighting with My Family) che racconta la storia di una donna, Paige (Florence Pugh), e della sua famiglia composta principalmente da wrestler professionisti.
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di Eraldo Di Stefano

Arriva la pellicola basata sul documentario del 2012 (The Wrestlers: Fighting with My Family) che racconta la storia di una donna, Paige (Florence Pugh), e della sua famiglia composta principalmente da wrestler professionisti.

Scritto e diretto da Stephen Merchant e prodotto da Dwayne “The Rock” Johnson (anche attore nel film, interpretando sé stesso), arriva “Una famiglia al tappeto” lo sceneggiato biografico di Saraya-Jade Bevis, soprattutto nota per il suo personaggio Paige, una WWE Superstar. Lei proviene da una famiglia di lottatori: i suoi genitori Julia “Saraya Knight” Hamer (Lena Headey) e Patrick “Ricky Knight” Bevis (Nick Frost), il suo talentuoso fratello Zak “Zodiac” Bevis (Jack Lowden) e il fratellastro imprigionato Roy (James Burrows).

Fin dall’infanzia, Zak e Saraya sono stati ossessionati dal voler diventare wrestler per la WWE, allenandosi e mettendosi in mostra fuori dalla categoria “familiare” di wrestling. Dopo aver inviato un nastro dimostrativo dei loro talenti, Zak e Saraya vengono invitati al programma di sviluppo della WWE, NXT. Senza particolari motivazioni però, Zak viene scartato da NXT mentre Saraya va negli Stati Uniti per proseguire e portare avanti i suoi sogni. Quando arriva li però si rende conto che l’allenamento per diventare una Superstar WWE è molto più difficile e impegnativo di quanto non si aspettasse e adattarsi al livello degli altri talenti reclutati è ancora più complicato.

Il cast del film è brillante e adatto alla scenografia, i genitori riescono a fondere il lato punk rock a quello caldo e affettuoso, sono sboccati e spudorati ma risultano credibili. Dopo l’inizio della storia, l’intreccio porta Zak in un percorso diverso, fatto di tristezza e luoghi bui, quasi come se fosse un padre stanco e frustrato che cerca di venire a patti con la sua vita senza sapere cosa volere da essa, ma Jack Lowden riesce a rimanere nella parte senza essere banale.

La protagonista Florence Pugh si adatta alla scena ogni volta che le è richiesto, facendo percepire l’evoluzione della storia attraverso i suoi stati d’animo, assomigliando davvero alla sua controparte nella vita reale, talvolta muovendosi come lei, trasmettendo quello che cinematograficamente caratterizza il personaggio di Paige. Il produttore Dwayne Johnson compare in alcune scene che trasudano il suo solito carisma, quindi è sempre divertente vederlo all’opera.

Probabilmente la maggior parte del pubblico apprezzerà “Una famiglia al tappeto” perché è una storia commuovente ma divertente al contempo, di una famiglia che insegue i propri sogni non convenzionali, tra delusioni e grandi traguardi.


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