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Scoppia la lite e dalla perquisizione
dei carabinieri spuntano cacciaviti
e una chiave inglese

PORTO SANT'ELPIDIO - L'animata discussione è scoppiata tra alcuni avventori del pubblico esercizio e quattro uomini di origini slave residenti nel Maceratese. A loro i carabinieri hanno trovato diversi oggetti 'atti ad offendere'. Per i quattro è scattata la denuncia
mercoledì 21 Agosto 2019 - Ore 19:37
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Il comandante del Norm, Dell’Avvocato e quello dei carabinieri di Porto Sant’Elpidio, Badini

di Giorgio Fedeli

Nello chalet scoppia la lite. E arrivano i carabinieri che, dopo le perquisizioni, trovano cacciaviti e chiavi inglesi, insomma oggetti che per i militari dell’Arma erano, in quel contesto, chiari oggetti ‘atti ad offendere’.

Un passo indietro. I carabinieri del Nucleo operativo e Radiomobile, guidati dal comandante Serafino Dell’Avvocato, e i colleghi della stazione elpidiense comandata dal maresciallo Corrado Badini sono stati chiamati a intervenire per una lite scoppiata in una concessione balneare di Porto Sant’Elpidio. Il diverbio è divampato tra alcuni avventori del pubblico esercizio e quattro uomini di origini slave. La presenza dei militari dell’Arma ha fatto tornare tutto alla calma. Ma il lavoro delle divise non si fermato lì. I carabinieri hanno infatti perquisito i presenti trovando ai quattro uomini originari dell’ex Jugoslavia, e residenti nel Maceratese, diversi oggetti atti ad offendere.

“I carabinieri del Norm di Fermo e della  stazione di Porto Sant’Elpidio – i dettagli forniti dalla compagnia dell’Arma di Fermo – dopo aver proceduto al controllo di uno chalet sul lungomare, hanno deferito in stato di libertà per possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere quattro cittadini abitanti nella provincia di Macerata, provenienti dall’ex Jugoslavia, i quali dopo aver avuto una animata discussione con alcuni avventori del locale, nel corso della perquisizione personale eseguita a loro carico, sono stati trovati in possesso una una chiave inglese, cacciaviti e altri oggetti atti ad offendere. Gli oggetti in questione – concludono dall’Arma di Fermo – sono stati sottoposti a sequestro”.


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