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Cade e si rompe una caviglia:
“All’ospedale professionalità
e cortesia, grazie a tutti”

FERMO - Procuratosi una frattura alla caviglia. Vincenzo Morroni oggi vuole esprimere tutta la sua gratitudine al personale del Murri di Fermo. E lo fa prendendo carta e penna, e scrivendo una lettera al direttore Av4, Licio Livini
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L’ospedale Murri di Fermo

Cade con la nipotina in braccio e si frattura la caviglia. Fin qui la classica disavventura che rovina una vacanza. Ma l’altra storia, quella dai risvolti positivi, per Vincenzo Morroni, arriva una volta soccorso e accompagnato all’ospedale. E quella gratitudine Morroni ha voluto esternarla con una missiva scritta di proprio pugno, e indirizzata al direttore dell’Area vasta 4, Licio Livini. L’antefatto e quello che per Morroni è stato un ‘lieto fine’ sono tutti in quelle poche righe scritte a penna e spedite al direttore Livini.

E l’ufficio Staff e Relazioni con il Pubblico dell’Av4 la diffonde “come richiestoci dal paziente”.

“Mi chiamo Vincenzo Morroni, sono un cittadino fermano, ho un negozio di ferramenta ed altro, qui a Fermo. (Nel corso dei) miei soli tre giorni di ferie, precisamente il 16 agosto, insieme alla mia famiglia sono andato a fare una passeggiata nelle nostre belle colline marchigiane. Camminando ed avendo sopra le spalle la mia nipotina, sono scivolato e, per proteggere lei, sono rovinosamente caduto: frattura, lussazione bilaterale caviglia dx (malleolo). Sono arrivato con la mia auto privata intorno alle ore 18 al pronto soccorso di Fermo. Inizio da qui per congratularmi per la professionalità, cortesia, bravura da parte di tutti coloro che mi hanno assistito, perciò partendo dal pronto soccorso al reparto di ortopedia.  Poi, essendo stato operato, (mi congratulo con) tutti coloro che lavorano in sala operatoria: portantini, infermieri ferristi, anestesisti, tecnici e chirurghi, non smetterò mai di ringraziare.
Ho più di 60 anni ed è il primo ricovero della mia vita. Ricoverato il 16 agosto, dimesso il 22 agosto. Questi sono ‘miracoli’ che tutte queste persone, lavorando per voi e per noi, ci offrono giornalmente. Un caro saluto a tutti”.

 


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