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Deposito Steat,
per la maggioranza
nessun passo indietro:
“Evitato l’indebitamento”

FERMO - Le considerazioni dei consiglieri Pascucci e Borraccini
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di Andrea Braconi

“Nessun passo indietro, con quella scelta abbiamo invece dimostrato di tenere alla città e che non governiamo da soli”. Sintetizzare, di fronte ad una discussione come quella di ieri sera in Consiglio comunale a Fermo sul futuro dell’ex stazione di Santa Lucia (LEGGI QUI), è esercizio piuttosto arduo. Ma a menti (e voci) fredde, dai consiglieri di maggioranza Nicola Pascucci e Gionata Borraccini arrivano considerazioni e bilanci di un passaggio cruciale per la storia della città capoluogo, ferma restando la volontà della Steat e soprattutto la fattività delle ipotesi inserite del documento sottoscritto all’unanimità.

“In sede di Consiglio abbiamo sempre discusso, anche le proposte che provenivano dall’altra parte e che meritavano di essere discusse, anche se non sempre sono state approvate” tiene a precisare Pascucci, che cita il caso dell’ex Conceria, sollevato dal consigliere di minoranza Rossi, così come la proposta dei 5 Stelle sugli scrutatori con precedenza ai disoccupati e anche la situazione su Piazza Dante per mano di Bargoni e Tulli.

All’apertura di un tavolo sul caso riguardante l’area dove insiste il deposito Steat, Pascucci aveva creduto subito alla luce delle istanze sollevate da Malvatani prima e successivamente dallo stesso Rossi e da Torresi. “Nessuno ha negato che l’area non sia strategica, ma i tempi sono stati comunque strettissimi: in ballo non c’erano solo i 650.000 euro, ma anche la spesa per mettere a posto l’area. E tengo che l’accordo preliminare su cui abbiamo convenuto ieri sera riguarda due soggetti pubblici, cioè Comune e Steat, che è un soggetto pubblico che fa trasporto pubblico. Proprio con la Steat occorre avere un rapporto quotidiano, anche ragionando su mezzi elettrici per diminuire un problema come l’inquinamento, sollevato da più parti”.

Una possibilità, quella che intende perseguire il Comune di Fermo, apertasi all’improvviso ma che non deve far illudere i cittadini. “Anche facendo l’accordo domani mattina, la Steat non può andare via adesso” rimarca Pascucci, che in merito alla discussione nell’assise comunale si dice dispiaciuto per l’esempio portato da Rossi e riguardante le (non) decisioni dell’allora Giunta Di Ruscio. “Un Consiglio di diversi anni fa alla fine del quale non si è deciso proprio nulla, mentre noi abbiamo fatto una scelta. C’è una bella differenza, no?”.

Su un aspetto la maggioranza sempre puntare con forza: nessuno ha cambiato idea, si è solo preso atto del fatto di come il Comune, in questo momento, non abbia le risorse necessarie per prendere l’area. “Grazie all’intervento della minoranza si è aperta la possibilità di non spendere una cifra così importante, ma piuttosto di partecipare ad un tavolo con la Steat mettendo a disposizione una cifra minore per garantirci un diritto di prelazione in caso la stessa Steat, dopo aver acquisito l’area, decida di spostarsi. È la dimostrazione che noi siamo sempre stati attenti su Fermo, che abbiamo risposto sempre alle minoranze e mai in maniera ideologica, come invece accaduto tante volte in passato”.

Perché proprio il Consiglio, aggiunge, rimane il luogo dove si decidono democraticamente le cose. “Certo che qualcosa si poteva fare prima, ma così la discussione sarebbe fine a se stessa. Invece è lì che si fanno le scelte decisive per la città, come avvenuto in altre occasioni quando le minoranze fanno proposte costruttive: lì si ragiona e si può giungere a soluzioni migliorative. Per questo mi è dispiaciuto che alla riapertura della discussione in Consiglio, pur sapendo che stavamo andando a votare l’atto all’unanimità, qualcuno abbia rimarcato che il nostro fosse un errore o che si fosse trattato di una pezza”.

La seduta consiliare aveva visto anche qualche momento di tensione tra il consigliere Borraccini e parte del pubblico presente. “Nel mio intervento non ho affatto voluto minimizzare il problema del traffico nella zona, come invece qualcuno ha inteso. Dicevo soltanto che non bisogna depotenziare o trasferire la Steat per risolvere il problema dell’inquinamento, ma togliere più macchine possibili dalla strada, sensibilizzando la cittadinanza ad usufruire del servizio pubblico e ad usare meno possibile l’auto privata”.

Sulla prospettiva car sharing, molto praticata in diverse parti d’Italia, Borraccini si mostra possibilista. “Se un genitore a turno porta 4 ragazzi in macchina, sicuramente l’impatto si riduce. Lì ci sono 4 scuole, se 20 alunni usano di più il servizio pubblico sono diverse auto in meno che circolano su quella strada. Non ho mai negato che ci sia un problema di traffico, ma non sempre i problemi si possono risolvere dall’alto: ognuno di noi deve fare le propria parte per migliorare la situazione. E la questione, lo ripeto, non si risolve facendo trasferire la Steat da un’altra parte”.

Il capogruppo torna sulla scelta della maggioranza di andare incontro alle richieste dell’opposizione. “Sono convinto che evitare l’indebitamento del Comune sia un vantaggio per la cittadinanza fermana. Tra quota capitale e quota interessi oggi paghiamo 3 milioni all’anno di mutui, ma avere risorse a disposizione è fondamentale; quindi, la strada era e resta la diminuzione del debito”.

Per questo motivo la sua preferenza è sempre stata un acquisto da parte della Steat, senza far indebitare ulteriormente il Comune, che oltre ai 656.000 euro per l’acquisto si sarebbe dovuto impegnare per le ristrutturazioni e la pedonalizzazione della zona, eventualmente con la realizzazione di ponti, sottopassi o altro. “Siamo sempre stati d’accordo che quell’area dovesse rimanere nella disponibilità di un’azienda a capitale pubblico o di un ente pubblico. Quindi, con la decisione presa ieri sera e una spesa più contenuta e sostenibile con risorse proprie, ci garantiamo giuridicamente un diritto di prelazione sull’eventuale futura rivendita dell’area. Questo a mio avviso è un buon risultato. E se noi proseguiamo questo percorso virtuoso iniziato dalla Brambatti, tra qualche anno la città si ritroverà con risorse importanti da gestire per risolvere i tanti problemi presenti in tante zone, non solo in quella dell’ex stazione di Santa Lucia”.

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