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“La Monti-Mare deve partire subito”,
FI Montefortino e le proposte
per il rilancio post-sisma

MONTEFORTINO - Si è riunito il gruppo comunale degli azzurri di Montefortino. Come i 'colleghi' di Amandola, opera prima la Monti Mare. La capogruppo regionale Marcozzi ha pronta una seconda interrogazione
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Il gruppo Forza Italia di Montefortino rilancia la Monti Mare: “L’amministrazione regionale dica dove sono finiti i fondi per una infrastruttura essenziale per il rilancio dell’entroterra fermano e dell’economia produttiva del nostro territorio duramente colpito dal terremoto di cui ancora porta i segni e le ferite”.

Ieri il gruppo Forza Italia si è riunito per rilanciare l’attività politica sul territorio. Centrale il tema della Monti-Mare. Presenti la coordinatrice provinciale e capogruppo regionale FI Jessica Marcozzi, il coordinatore comunale Anastasia Ciaffoni, il vicecoordinatore, nonché vicesindaco, Angelo Viola e il consigliere comunale Gianpaolo Settimi. “I lavori per la Monti Mare devono partire subito. L’amministrazione regionale nell’aprile del 2018, ha dichiarato, rispondendo a un’interrogazione della Marcozzi, che l’opera sarebbe stata finanziata con gli 11 milioni di euro dei Fondi di sviluppo e coesione viabilità di adduzione al nuovo ospedale. Ma oggi, a distanza di ben un anno e mezzo, quei fondi sembrano, per la Monti Mare, scomparsi. E la Regione non si pronuncia più sull’infrastruttura su cui la Marcozzi ha una seconda interrogazione. I lavori devono partire immediatamente altrimenti è inutile che qualcuno si riempia la bocca con il rilancio dell’entroterra dopo il sisma. Ma visto come e’ andata col Conte I, le promesse del premier Conte II sul post sisma sembrano un altro bluff. Servono miliardi, un efficiente commissario straordinario, maggiori deleghe ai Comuni, più concertazione con gli ordini professionali, più personale amministrativo, deroghe al codice degli appalti, politiche fiscali che favoriscano la ripresa del commercio e l’insediamento di nuove attività imprenditoriali, e infine un progetto per fare dei territori colpiti dal sisma una Zona economica speciale (Zes)”.


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