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“Fermare subito i bombardamenti”
Presidio in piazza contro
l’operazione militare della Turchia

FERMO - Iniziativa organizzata per mercoledì 16 ottobre alle ore 19 da Cgil, Cisl, Uil e Comitato 5 Luglio
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Cresce, anche nel territorio fermano, la preoccupazione di fronte ai bombardamenti contro la popolazione curda nel nord della Siria e all’ingresso di truppe turche in Siria. “Una escalation militare che si sta generando nella Siria già martoriata dalla guerra cominciata nel 2011 e che ha fatto oltre 250.000 vittime, quasi la metà civili, che hanno perso la vita nel conflitto violento contro l’Isis” commentano Cgil, Cisl, Uil e Comitato 5 Luglio, che come forma di protesta hanno organizzato un presidio in Piazza del Popolo a Fermo, che si terrà mercoledì 16 ottobre alle ore 19 a cui aderirà anche il Partito democratico della federazione di Fermo. 

“Il conflitto, per il quale si era costituita una coalizione internazionale dal 2014 con il sostegno degli Stati Uniti di Barack Obama – proseguono – aveva visto soprattutto donne e uomini dell’esercito curdo battersi in prima linea per respingere l’offensiva del sedicente Stato Islamico e finalmente costringerlo alla resa. La decisione del presidente della Turchia Erdogan di attaccare di nuovo la Siria di Bashar Assad, con lo scopo di liberare l’area dai curdi, ha avuto sostanzialmente il via libera dal presidente USA Trump, che ha così voltato le spalle ai combattenti che hanno guidato la resistenza contro i fondamentalisti islamici dell’Isis. Tutto questo si inserisce in un quadro già fortemente instabile dell’area. In tutto questo il silenzio dell’Europa, che fino ad oggi ha stretto un accordo con la Turchia, chiudendo un occhio sulla più che discutibile guida politica del presidente Erdogan, in totale contrapposizione con i principi di difesa dei diritti umani cui tutti i valori europei sono ispirati, pagando 6 miliardi di euro per il mantenimento dei campi profughi degli esuli siriani. L’Europa tace anche di fronte alla minaccia di inviare i profughi verso l’Europa”.

Cgil, Cisl, Uil e Comitato 5 luglio, infine, fanno appello alla Comunità internazionale perché si fermi immediatamente la deriva militare e si apra una conferenza che affidi alla diplomazia la soluzione di tutti i problemi tuttora aperti nella regione.


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