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“Non solo Cossetto, dedichiamo un parco
a tutte le donne vittime di violenza”
la controreplica di Raccichini a Balestrieri

PORTO SAN GIORGIO - L'esponente Pci replica al segretario FdI: "Per la Vitturini la proposta di dedicare un parco alla Cossetto è legata alla questione della violenza di genere, ma la risposta di Balestrieri mette in evidenza che la vicenda della ragazza e quella delle cosiddette “vittime delle foibe” viene sfruttata per un'operazione di nazionalismo e anticomunismo"
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Giorgio Raccichini

“Balestrieri, evidentemente, ha capito poco o nulla di quello che ho detto (leggi l’intervento di Balestrieri). Quindi giova ripetersi. Nessuno di noi nega che vi furono violenze sulle quali occorre ragionare sul piano storico e civile. Crediamo invece che occorre non utilizzarle per attaccare chi ha dato un contributo fondamentale alla lotta contro il Fascismo e il Nazismo e contro la barbarie che essi rappresentano”. E’ la controreplica dell’esponente Pci, Giorgio Raccichini nel botta e risposta con Andrea Balestrieri, segretario FdI Fermo, sulla proposta dei consiglieri Fdi, Vitturini e Agostini, di dedicare un aprco a Norma Cossetto.

“Si sa, anche nelle battaglie più giuste possono verificarsi dei crimini e insinuarsi dei criminali. Questi non devono essere la giustificazione per attaccare nel complesso quelle battaglie. Pertanto io non mi associo a coloro che, dimenticando la tragedia degli slavi massacrati dagli italiani fascisti, sfruttano quelle vicende del confine orientale per attaccare i partigiani e la Resistenza.

È evidente che – aggiunge Raccichini – dopo i tentativi di italianizzazione forzata e la pulizia etnica operati contro le popolazioni slave non potevano che generarsi altre violenze di segno opposto e, quando colpirono innocenti, cioè non collaborazionisti attivi del Fascismo, le condanniamo fortemente. Il modo in cui l’Italia fascista si comportò in Slovenia e nell’area balcanica è sintetizzabile nel comando del generale Roatta: egli sosteneva che, nel combattere la Resistenza slava, bisognava usare non il metodo del “dente per dente” ma quello di “testa per dente”, cioè massacri indiscriminati. Ora tutto questo viene dimenticato e, a quanto sembra, la storia comincerebbe nel 1943.

Per la Vitturini la proposta di dedicare un parco alla Cossetto è legata alla questione della violenza di genere, ma la risposta di Balestrieri mette in evidenza che la vicenda della ragazza e quella delle cosiddette “vittime delle foibe” viene sfruttata per un’operazione di nazionalismo e anticomunismo.

Condanniamo la violenza contro Norma Cossetto, ma quante donne sono state violentate e massacrate dai fascisti? Potremmo allora proporre a tutte loro un parco. Credo che non sia possibile. Allora la nostra proposta è questa: dedicare un parco a tutte le vittime di violenza di genere del passato e del presente”.

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