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Conservatorio senza frontiere:
dal Giappone a Fermo talenti
tra musica da camera ed elettronica

EVENTI - Presentata l'edizione 2019 di “Forme uniche della continuità nello spazio”, il cui concerto dei finalisti avrà luogo giovedì 31 ottobre, a partire dalle ore 17.30 nell'Auditorium Billé
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di Andrea Braconi

La presidenza di Igor Giostra inizia con il botto. Certo, quello tra Giappone e Conservatorio “Pergolesi” di Fermo era un percorso già tracciato durante la gestione Verducci, ma resta – e forte – l’impegno a lavorare in una direzione ben precisa: far conoscere la musica del ‘900.

“È il secolo durante il quale si è prodotta più musica” commenta lo stesso presidente in occasione della presentazione dell’edizione 2019 di “Forme uniche della continuità nello spazio”, il cui concerto dei finalisti avrà luogo proprio nel capoluogo di provincia giovedì 31 ottobre, a partire dalle ore 17.30 nell’Auditorium Billé.

“Se oggi la facciamo ascoltare nelle scuole e attraverso altri canali vediamo difficoltà da parte delle nuove generazioni ad accettarla, ma bisogna invece riavvicinarci a quelle sonorità. Lo scopo di questa università è proprio fare formazione, c’è una musica che pur magnifica richiede uno sforzo di adeguamento dell’orecchio ed è per noi un cammino già in corso che proseguirà”.

Organizzata dal Conservatorio in collaborazione con la Kyoto City University of Arts, la Ritsumeikan University e l’Istituto Italiano di Cultura di Osaka, l’iniziativa ha già avuto una prima sessione sul tema de “L’Infinito” di Leopardi lo scorso 22 ottobre a Kyoto, come spiega il direttore Nicola Verzina.

“In quel caso si sono esibiti i finalisti per strumento solo e c’è stata la proclamazione del vincitore con un brano per percussioni, l’italiano Alessio Ferrante. A Fermo il 31 ottobre avremo invece il concerto dei finalisti delle altre due categorie: la Categoria A della musica da camera, intitolata a Bruno Maderna; la Categoria B della musica elettronica, dedicata a Luigi Nono”.

Un concerto, quindi, diviso in due parti che vedrà esibirsi per la musica da camera l’italiano Luca Benatti, il giapponese Ishikawa Kouhei e l’argentino José Rodrigo Navarro Belbruno, mentre per l’elettronica toccherà al vietnamita Tony Sechun Uhm, all’italiano Stefano Chelotti, al giapponese Misaki Yanagy e alla tedesca Lena Meinhardt.

E se l’allievo Andrea Verzulli condurrà la Categoria B (“Da quest’anno abbiamo aperto una cattedra di musica elettronica” sottolinea Verzina), a Gabriele Bonolis il compito di guidare il Bruno Maderna Ensemble. “Si tratta di un gruppo che può andare dal solo e dal trio d’archi per allargarsi a macchia d’olio ad una piccola orchestra da camera, aggiungendo anche fisarmonica, sassofoni e voci. Per il sottoscritto è un grosso stimolo, perché questo ensemble ha una doppia valenza: da un lato c’è una proposta artistica che riguarda la diffusione di partiture del secolo scorso; dall’altra una ragione didattica, perché si compone sia di colleghi docenti che di studenti”.

Una combinazione che per Bonolis è la formula vincente, con un lavoro di sintesi estremamente efficace. “I ragazzi sono stimolati a conoscere il repertorio, a praticarlo e ad acquisire linguaggi più contemporanei”. E partendo dal presupposto che cambiamenti e rivoluzioni nel ‘900 non sono paragonabili a tutto il resto della storia musicale, il direttore Verzina sottolinea come questo ensemble abbia già un nutrito numero di eventi programmati in Italia (Roma, con una collaborazione con il comico Greg, e Rieti) e anche all’estero (una tappa  sarà a Parigi nel mese di dicembre, in collaborazione con l’Istituto di Cultura Ungherese).

Un vero e proprio evento internazionale, quindi, quello che verrà ospitato dal Conservatorio, che vede anche la collaborazione di Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati, Archivio Luigi Nono di Venezia, Università di Bologna, Ensemble Clumusica, Amministrazione comunale di Fermo, Provincia, Consiglio regionale e Fondazione Carifermo. “Sono arrivate più di 40 partiture con un fase preselettiva dalla quale sono emersi 4 finalisti – ricorda il direttore -. La commissione è presieduta dal compositore Claudio Ambrosini ed è formata dai nostri docenti. Qui nel nostro Conservatorio abbiamo sempre cercato di coniugare l’aspetto didattico con la produzione musicale, ampliando i programmi ed i repertori. È anche entusiasmante per gli studenti studiare qualcosa che li vedrà poi esibirsi in pubblico”.


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