La chiatta che da una settimana sta posando le ultime scogliere mancanti e, in primo piano, i danni dell’erosione

di Paolo Bartolomei

È iniziata la scorsa settimana la posa delle nuove scogliere frangiflutti emerse che andranno a proteggere la costa fermana nel tratto di mare tra Casabianca e Lido San Tommaso. In realtà si dovrebbe dire “sono ripresi” perché già tre anni fa furono posati i primi tre tratti tra Lido San Tommaso e Riva del Pescatore (inizio novembre 2016).  Quindi questa è la prosecuzione e completamento di quel lavoro con la posa di altri due tratti e mezzo di frangiflutti. In questo modo verrà completata la chiusura di quel varco che restava tra Casabianca e Lido San Tommaso e che era attesa da decenni. Mancanza di protezione che già a partire dai primi anni ’90 aveva creato una forte erosione in quel tratto di costa, dove la linea di battigia è arretrata di una cinquantina di metri, facendo scomparire una vecchia stradina sterrata (delimitata lato mare da una folta fila di tamerici) che tanti anni fa da Riva del Pescatore permetteva di arrivare fino al piccolo promontorio sporgente di Lido San Tommaso anche con i mezzi a due ruote mentre oggi è impossibile anche a piedi. Difatti da molti anni il mare arriva a lambire le proprietà private.

Ciò era dovuto al fatto che la posa delle scogliere, iniziata verso la metà degli anni ’80 a partire da Lido di Fermo (al confine con Porto San Giorgio), procedendo verso nord, dopo aver protetto anche Casabianca, si era fermata nei primi anni ’90 all’altezza di Riva del Pescatore. Successivamente erano state realizzate le scogliere a pelo d’acqua tra San Tommaso e Lido Tre Archi, lasciando scoperto un tratto di poco meno di un chilometro tra Riva del Pescatore e Lido San Tommaso, a cui nessuna amministrazione negli ultimi trent’anni aveva mai deciso di porre rimedio, nonostante i gravi danni crescenti alla spiaggia e poi anche alle infrastrutture (molti anni fa l’Enel dovette spostare una linea ad alta tensione).

Questo appalto prevede anche il “ripascimento”, cioè il rinforzo, delle due scogliere davanti a Riva del Pescatore (le ultime due di quelle posizionate 30 anni fa, come detto partendo da sud), che con il passare del tempo sono affondate (oggi si vedono a mala pena a pelo d’acqua) e che torneranno emerse.

Progetto dell’Ufficio tecnico del Comune di Fermo (ing. Fortuna), l’appalto è a carico del Comune di Fermo con una importante compartecipazione della Edison e anche della Regione Marche. Costo totale poco più di 1.300.000 euro, comprendente il costo di questo secondo stralcio pari a circa 700mila euro.

L’importante compartecipazione della Edison dimostra che il privato non va demonizzato e  può essere coinvolto dall’ente pubblico per cofinanziare opere, a tutto vantaggio del bilancio pubblico, che può essere così concentrato su spese a cui i privati non interessa partecipare.

Oltre a questo lavoro, tra breve sarà messo a gara il ripascimento di tre scogliere emerse davanti a Casabianca tra le concessioni Sombrero e Manua Loa. In questo caso trattasi di appalto diverso da quello precedente e cofinanziato solo da Regione Marche; questo lavoro dovrà essere completato entro giugno 2020.

A questi due lavori relativi alla costa nord, vanno aggiunti quelli a difesa della costa sud del Comune di Fermo (Santa Maria a Mare – Marina Palmense – San Biagio) che pure sono in via di completamento da diversi anni, e in quel caso con la collaborazione di Regione Marche e Rete Ferroviaria Italiana.

Nelle due immagini sopra i lavori visti da Lido S. Tommaso.

Qui in basso da Riva del Pescatore

Nelle foto sotto i danni provocati dall’erosione anche alle strutture private di Riva del Pescatore

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