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Dopo la Segre al Senato anche in Regione
chiesta una commissione
contro razzismo e intolleranza

MARCHE - Chiesta con mozione sottoscritta dal consigliere di Art.1 Busilacchi, dal presidente del Consiglio, Mastrovincenzo, e dai capigruppo Micucci (Pd), Rapa (Uniti per le Marche), Urbinati (Italia Viva) e Bisonni (Verdi)
venerdì 8 Novembre 2019 - Ore 11:57
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Una commissione speciale per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo ed istigazione all’odio ed alla violenza. La sua istituzione viene chiesta attraverso una mozione sottoscritta dal consigliere di Art.1 Gianluca Busilacchi (primo firmatario), dal presidente del Consiglio, Antonio Mastrovincenzo, e dai capigruppo Francesco Micucci (Pd), Boris Rapa (Uniti per le Marche), Fabio Urbinati (Italia Viva) e Sandro Bisonni (Verdi). Nell’atto non si non manca di fare riferimento alla commissione su analoghe finalità proposta dalla senatrice a vita Liliana Segre e che nei giorni scorsi ha ottenuto il via libera dal Senato.

La mozione evidenzia che “con sempre maggiore frequenza si verificano in Italia fatti di odio, intolleranza, razzismo, antisemitismo, neofascismo ai quali spesso si accompagnano atti e manifestazioni di esplicito odio e persecuzione contro singoli o intere comunità. Tali atti, descritti, come ‘hate speech’, ottengono, purtroppo, una capillare diffusione attraverso i vari mezzi di comunicazione ed in particolare attraverso il web”.

“Non sempre, però – spiegano i firmatari con in testa Busilacchi – questi stessi atti sono perseguibili nonostante che il divieto per qualsiasi forma di propaganda a favore della guerra, ma anche ogni appello all’odio nazionale, razziale o religioso vengano contemplati dalle leggi 881 del 1977 e 205 del 1993.

Forniscono ulteriore sostanza ai contenuti della mozione i dati dell’ultimo rapporto diffuso dall’Alto Commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite, che danno atto come in Italia, nel corso del 2018, sia stato segnalato un forte incremento di episodi di discriminazione e la diffusione di un linguaggio di odio. Inoltre, da un’analisi effettuata da Amnesty International nel corso della campagna elettorale per le elezioni europee, è risultato essere offensivo e/o discriminatorio e contenente speech più di un contenuto su dieci (pari all’11,5%) dei 100.000 post, twet e commenti valutati direttamente.

Si ricorda, inoltre, che attraverso una decisione quadro l’Unione Europea ha obbligato gli Stati membri a garantire che siano punibili i discorsi di incitamento all’odio con riferimento alla razza, al colore, alla religione o all’etnia. Lo stesso dicasi per l’apologia o la negazione dei crimini di genocidio, dei crimini contro l’umanità e di quelli di guerra e, infine – puntualizzano i firmatari – quanto ai comportamenti atti a turbare l’ordine pubblico o minacciosi, offensivi e ingiuriosi. Tale decisione è stata recepita dall’Italia con la legge 115 del2016. Da considerare che il Consiglio d’Europa ha recentemente istituito la ‘No hate parliamentary alliance’, di cui fanno parte parlamentari di tutti i Paesi che intendono impegnarsi a livello nazionale ed internazionale contro l’odio in tutte le sue forme ed in particolare contro l’hate speech”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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