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Commemorazione dei caduti
di Nassiriya, il messaggio al Fermano:
«Il sacrificio non sia dimenticato» (Foto e Video)

PORTO SAN GIORGIO - Questa mattina alle 11 in piazza Torino la commemorazione dei caduti di Nassiriya
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La commemorazione, a Porto S.Giorgio, della strage di Nassiriya

di Giorgio Fedeli

Una cerimonia solenne, composta, che nemmeno la pioggia ha fermato. Perché le forze armate, i carabinieri non si fermano certo con il maltempo nell’assolvere i loro doveri, non smettono di impegnarsi per il bene comune e a tutela della sicurezza della collettività. E non dimenticano. Ma nemmeno i cittadini dovrebbero dimenticare. Questo il messaggio tra le righe emerso oggi dalla cerimonia di commemorazione della strage di Nassiriya, dove persero la vita, in quel nefasto 12 novembre del 2003, 12 carabinieri, 5 soldati e due civili. “Diciannove militari, ma prima ancora italiani, la cui memoria, anche nel Fermano, meriterebbe di più”, il commento, sussurrato da diversi presenti, a Porto San Giorgio.

Sì perché questa mattina, in piazza Torino, dinanzi al monumento che ricorda proprio l’eccidio di Nassiriya, donato alla città nel 2010 dal Lions international di Fermo e Porto San Giorgio presieduto all’epoca da Valerio Vagnozzi, si sono riuniti nella commemorazione organizzata dall’associazione nazionale carabinieri in congedo, con in testa il presidente Stefano Clemente della sezione “Beni”, il sindaco Nicola Loira, il comandante provinciale dell’Arma, il tenente colonnello Antonio Marinucci, il comandante della compagnia di Fermo, il maggiore Roland Peluso, il comandante della locale stazione dei carabinieri, Ruggiero Verroca, l’assessore Massimo Silvestrini, la polizia locale, la Capitaneria di porto, e rappresentanti delle associazioni cittadine, tra cui l’associazione nazionale carabinieri, i granatieri, la Protezione civile.

Dopo l’inno nazionale e l’alzabandiera, la benedizione di don Piero Quinzi: “Il sacrificio dei nostri fratelli caduti per la pace sia un segno per la comunità intera” le parole del parroco della chiesa Sacra Famiglia

“La ricorrenza, quest’anno, capita in concomitanza con l’attentato a danno di cinque militari italiani – le parole del comandante Marinucci che, prima del suo intervento, ha letto il messaggio del presidente della Repubblica, Mattarella – questo deve essere motivo non di scoraggiamento ma di ulteriore forza e volontà a far progredire tutti per una civile convivenza. Noi carabinieri ci siamo e ci saremo sempre”.

“Sono solito rivolgermi ai ragazzi, in simili circostanze, perché – l’intervento del sindaco Loira – la memoria non sia un gesto vano, una mera consuetudine ma possa aiutare a costruire una nazione nuova, che nel sacrificio dei propri figli, possa fondare il suo futuro. Il Ground Zero italiano, come è stato definito l’eccidio di Nassiriya, inizio del terrore? Non voglio pensare a questo, piuttosto voglio credere che il sacrificio dei nostri carabinieri abbia fatto guadagnare all’Italia e alla comunità internazionale nuovi spazi di libertà e democrazia. Queste cerimonie non servono solo per la memoria del sacrificio dei nostri carabinieri ma anche a rendere omaggio con senso di gratitudine e riconoscenza a chi tutti i giorni opera sul campo per la nostra sicurezza a salvaguardia della democrazia e della libertà che, anche col sacrificio della vita, viene conquistata nei confini nazionali e fuori dall’Italia. I nostri ragazzi vivano quotidianamente questo senso di gratitudine nei confronti dell’Arma e delle forze dell’ordine che per noi in Italia e all’estero sorvegliano sulla libertà e sulla democrazia. Viva l’Arma dei carabinieri, viva l’Italia”.


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