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Il controllo di gestione
e la distinta base: come ottimizzare
i risultati della propria impresa

PAROLA AGLI ESPERTI - Continua su Cronache Fermane la rubrica in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Fermo guidato dalla presidente Eliana Quintili. Ogni settimana i professionisti iscritti all'Ordine affronteranno temi di attualità e approfondimenti sul mondo della contabilità, fiscale e del lavoro. Il tutto contraddistinto da una puntuale e precisa informazione garantita dall'altissima preparazione dei componenti dell'ordine professionale fermano

La sede dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Fermo

di Luca Ricci
Conosci davvero i costi dei prodotti che vendi? Il prezzo ti consente di coprire tutti i costi?
Chi fa impresa dovrebbe sempre tenere sotto controllo questi aspetti fondamentali per cercare di raggiungere un congruo guadagno. Dare una risposta a queste domande vuol dire prendere coscienza che la propria azienda, oggi più che in passato, ha bisogno di pianificare il proprio futuro. Pianificare significa non navigare a vista, cercare di darsi degli obiettivi e verificare i risultati raggiunti. Uno dei primi passi è dotare la propria impresa di un sistema di controllo di gestione, partendo dalla formalizzazione della cosiddetta distinta base.


La distinta base o “bill of ma materials” rappresenta la scheda tecnica in cui vengono riportati i costi variabili diretti, materiale e tempi produttivi. Costruire la distinta base è importate poiché consente di avere, sia una visione d’insieme del prodotto da realizzare, oltre che una lista dei materiali necessari per la realizzazione stessa.
Per semplificare, la distinta base può essere rappresentata in modo gerarchico come un albero genealogico: in alto troveremo il prodotto finito, mentre ai livelli inferiori saranno collocati i semilavorati e le materie prime. In corrispondenza di ogni legame tra i vari livelli vengono esplicitate le lavorazioni necessarie e le quantità utilizzate per poter trasformare la materia prima in semilavorato e il semilavorato in prodotto finito.
In pratica: moltiplicando il prezzo di acquisto unitario per le quantità di materie prime necessarie avremo il totale dei costi variabili di un dato prodotto. Sottraendo dal prezzo di vendita, il totale dei costi variabili avremo il nostro primo margine di contribuzione ossia la capacità dell’impresa, in valore monetario, di coprire i costi necessari per la realizzazione del prodotto. Nel caso in cui il margine sia negativo l’imprenditore avrà coscienza del problema e potrà porre in essere gli opportuni accorgimenti necessari già in fase di pianificazione. Tale controllo dovrà poi essere ripetuto a consuntivo in modo da poter evidenziare gli scostamenti derivanti dalla produzione e poterli correggere. E’ stato fin qui descritto come un semplice sistema di controllo di gestione sia utilissimo per le imprese ed oggi l’aumento di imprenditori consapevoli che questo metodo possa aiutarli a guidare la propria azienda verso gli obiettivi prefissati è di buon auspicio per il loro futuro.

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