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Rubbianello chiama Ascoli,
ma il ponte (ancora) non c’è
Intanto Canigola rassicura:
“Nostre infrastrutture monitorate”

FERMO - La presidente della Provincia puntualizza la competenza di Ascoli sulla ricostruzione del ponte e rassicura i cittadini fermani: "Garantiamo la massima sicurezza"
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di Andrea Braconi

Un post che non è passato inosservato, quello del sindaco di Montefiore dell’Aso. Una riflessione, condivisa nei contenuti da tutti i cittadini delle due sponde dell’Aso, che al tempo stesso diventa un atto di accusa nei confronti delle istituzioni che, secondo Lucio Porrà, sarebbero responsabili dei ritardi nella ricostruzione del ponte di Rubbianello.

“Purtroppo ad ogni ponte che crolla torna alla memoria il nostro – scriveva lunedì scorso il sindaco -. Tra qualche giorno sono 6 anni che è crollato, circa un anno fa il presidente Sergio Fabiani (della Provincia di Ascoli Piceno, ndr) mi aveva promesso che a maggio prossimo si sarebbe fatta l’inaugurazione. Stamattina facendo la ricognizione di tutte le strade comunali dopo il temporale mi sono permesso di fare alcuni scatti e mi sono posto alcune domande che giro al presidente. Se in un anno è stato armato un solo pilone come pensate in 6 mesi di finire tutto il ponte???? Prudenzialmente visto che mancano ancora 4 piloni penso ai ritmi attuali ci vogliono almeno altri 4 anni, più qualche altro anni per la carreggiata…”. Porrà che tira in ballo i presidenti delle due Province chiedendo, di fatto, fino a quando andrà avanti questa situazione.

Parole che non lasciano spazio ad interpretazioni, ma che trovano la ferma presa di posizione da parte di Moira Canigola, presidente della Provincia di Fermo. “La ricostruzione, come noto, spetta alla Provincia di Ascoli e non ho notizie sul perché dei ritardi che segnala il sindaco. Nel tempo ho fatto pressione affinché i lavori iniziassero celermente, ho cercato di trovare una soluzione anche prendendo noi l’incarico e mettendo il dirigente competente a disposizione, ma più di questo non posso assolutamente fare. Ci sono stati ritardi che hanno anche portato alla caduta di una parte maggiore e a conseguenti implicazioni di carattere burocratico, con problematiche di tipo procedurale. Tanti aspetti che, però, non giustificano il tempo fin qui impiegato”.

In un’analisi più generale sullo stato delle infrastrutture nel Fermano, la presidente Canigola rassicura i cittadini anche alla luce delle terribili notizie provenienti dalla Liguria fragellata dal maltempo e dalle ripercussioni sulla viabilità dopo il crollo di un viadotto. “Lo scorso anno dopo la caduta del Ponte Morandi – ricorda Canigola – dal Ministero era arrivata la richiesta di inviare una ricognizione sullo stato dei nostri ponti. Da lì non è più pervenuta alcuna richiesta, ma continuiamo comunque il nostro monitoraggio per quanto di competenza della Provincia. Vogliamo essere sicuri dello stato dell’arte e garantire la massima sicurezza alla comunità locale”.


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