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Cattedrale gremita per ascoltare la testimonianza della mamma del venerabile Carlo Acutis

FERMO - “Prima di ripartire per casa – conclude la sig.ra Salzano – vorrei farvi un augurio: che possiate prendere spunto da Carlo per riscoprire il profondo valore dell’Eucaristia e diventare evangelizzatori gioiosi”
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Una cattedrale gremita per una testimonianza speciale. E’ quanto accaduto ieri pomeriggio nella Chiesa di S. Maria Assunta in cielo (Duomo), in Fermo. Moltissime le persone che si sono ritrovare alle ore 16.00 in chiesa per ascoltare la testimonianza della sig.ra Antonia Salzano, mamma del servo di Dio, il venerabile Carlo Acutis, invitata in occasione della mostra su “I Miracoli Eucaristici nel mondo” nel 6° anniversario della adorazione eucaristica perpetua in ospedale. Un evento, secondo di tre (il prossimo domenica 8 dicembre alle ore 10.00 con una catechesi sull’adorazione), che ha permesso a tutti di riscoprire la centralità dell’eucaristia nella propria vita. “Cibarsi del corpo di Cristo nella comunione – ha ricordato la sig.ra Salzano – ci fa crescere nell’amore. Più mangio l’Amore, più cresco nell’Amore, potendo così riconoscere nell’Eucaristica, come diceva mio figlio Carlo (Acutis), l’autostrada verso il cielo”.

Parole, quelle pronunciate in una chiesa in totale silenzio ed ascolto attento, che hanno anche ricordato ai presenti la santità di ogni battezzato. “Mio figlio – continua la sig.ra Salzano – diceva spesso una frase riportata da Papa Francesco nella Christus Vivit: tutti nascono originali ma molti muoiono fotocopie. Nella grandezza di Dio, ognuno è unico, Egli ha un progetto di santità per ciascuno di noi, ma spesso diamo spazio ad altre priorità e più che seguire la nostra unicità, ci uniformiamo al mondo, magari sposando il progetto di qualcun altro. Carlo può essere un esempio, uno stimolo, un modello, ma poi ciascuno è chiamato a realizzare il proprio progetto”.

Un santità, quella vissuta dal giovane Acutis, sperimentata nelle piccole cose quotidiane: metteva costantemente il Signore al primo posto, impegnandosi a vivere le sette virtù (3 nei confronti di Dio e 4 del prossimo) ad un livello sempre più alto ed intenso. Per essere virtuosi è necessario abituarsi a compiere atti buoni: col tempo arriveranno ad essere atti eroici. Ricordava spesso che ogni minuto che passa è un minuto in meno che aveva per santificarsi, ed ecco perché non perdeva tempo in cose di poco conto. Dal racconto della mamma si riconosce allora un giovane innamorato di Cristo, dell’eucaristia (sacramento chiesto ed ottenuto all’età di sette anni grazie alla sua preparazione), della confessione (che ai bambini presentava come l’unico fuoco capace di far innalzare l’anima/mongolfiera verso il cielo/Dio buttando via i piccoli pesi dei peccati veniali), della preghiera del rosario e dell’adorazione eucaristica. Tutti elementi che lo aiutavano a combattere il grande male della nostra società, interessata a mettere l’Io al centro e Dio sempre più da parte (ma dando spazio a Dio, di fatto saremmo aiutati a vivere in pienezza noi stessi). “Prima di ripartire per casa – conclude la sig.ra Salzano – vorrei farvi un augurio: che possiate prendere spunto da Carlo per riscoprire il profondo valore dell’Eucaristia e diventare evangelizzatori gioiosi”. L’incontro è terminato alle ore 17.30 con l’inizio della celebrazione eucaristica presieduta da S. E. Mons. Rocco Pennacchio, Arcivescovo di Fermo ed animata dal coro don Damiano Ferrini della Parrocchia San Domenico, diretto dal M°. Maria Pauri. Un pomeriggio indimenticabile che ha saputo rafforzare la fede nell’Eucaristia in tutti i presenti. La mostra sui miracoli eucaristici rimarrà aperta in cattedrale fino a domenica 8 dicembre.

 


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