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L’estetica oncologica: una risorsa preziosa e necessaria

FERMO - Il primario dell'unità Operativa Complessa di Oncologia del "Murri", Renato Bisonni, ai microfoni di Radio FM1 insieme all'estetista Elisabetta Ramini, per raccontare dell'importanza dell'estetica oncologia nel percorso di cura.
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renato bisonni, elisabetta ramini

di Maria Elena Grasso

Giunti all’ultimo appuntamento con gli approfondimenti sull’oncologia, nel pomeriggio di Radio Fermo Uno abbiamo avuto l’occasione di ascoltare il primario dell’Unità Operativa Complessa di Oncologia dell’ospedale “Murri” di Fermo, Renato Bisonni, in compagnia dell’estetista Elisabetta Ramini, specializzata in estetica oncologia. Si è parlato di un servizio tanto richiesto quanto prezioso che accompagna il paziente e la sfera del suo benessere personale durante tutto il percorso della malattia. Con il primario abbiamo affrontato diversi incontri parlando dell’unità senologica, di oncogenetica, di psiconcologia fino ad arrivare ad un aspetto rilevante come quello dell’estetica.

Renato Bisonni ha esordito: ”Il reparto di oncologia non è solo un reparto di cura ma è un presidio che racchiude tante realtà che supportano e accompagnano i pazienti nel periodo di cura e cercano di rendere questo tempo il più sereno possibile. Il servizio di estetica nasce grazie al supporto dell’associazione di volontariato Anpoff (Associazione Noi Per l’Oncologia Fermana), che da tre anni regala sostegno a questa importantissima realtà; infatti il contributo che riguarda la dimensione dell’estetica è diventato un pilastro sempre più importante dell’unità operativa”.

E’ un esempio di come sia prezioso il lavoro dei volontari dove la sanità istituzionale non arriva. “C’è uno scambio continuo tra medici, infermieri e volontari – ha continuato il primario – un lavoro d’equipe che sottolinea sempre di più la centralità del paziente sotto tutti i punti di vista. Ad oggi, il nostro reparto non è più visto soltanto come luogo di cura del tumore, ma offre prestazioni di vario genere. Regala leggerezza e accompagna il paziente nel cammino di terapia”.

A sostegno dell’entusiasmo di Bisonni è intervenuta Elisabetta Ramini, estetista e volontaria di estetica oncologia: ”Durante la mia carriera mi sono resa conto che trovandomi  davanti ad un cliente, all’insorgere della malattia, mi sentivo inadeguata, non avevo gli strumenti necessari per assecondare le richieste e per dare un supporto. Da qui è nata l’esigenza di poter intervenire in maniera più opportuna e mirata. Credo fermamente nella formazione seria e continua. Io sono un’estetista accreditata APEO (Associazione Professionale di Estetica Oncologica), mi sono formata a Milano presso l’istituto IEO; credo che nella nostra professione non si debba mai  improvvisare, a maggior ragione in casi delicati come quelli che toccano la sfera oncologica. Amo questo lavoro perché, come ho sempre sostenuto, la connessione tra trattamenti di bellezza e benessere psicofisico è fondamentale. Il mio compito all’interno del reparto consiste nel cercare di attuare soluzioni estetiche e applicarle ai cambiamenti fisici che scaturiscono dalle cure. Il fine è quello di regalare uno stato di benessere generale. Siamo in grado di poter intervenire sulla persona in qualsiasi stadio della malattia tarando e soggettivando i trattamenti in base all’individuo e alle esigenze”.

Si tratta di un lavoro mirato e consapevole infatti gli interventi attuati sono leggeri, non invasivi, puntando molto sulla respirazione e lo stiramento fasciale senza inficiare il lavoro medico. Si va ad intervenire inoltre sulle problematiche legate all’epidermide e su tanti altri aspetti inerenti l’armonia fisica.

Il lavoro d’equipe in queste circostanze è risultato vincente: la figura dell’estetista si è dimostrata importante perché molto spesso c’è una sorta di timore nei confronti del medico, ed è qui che si è riusciti a trovare il giusto canale di comunicazione. Le estetiste all’interno del reparto sono operative una volta a settimana tutti i mercoledì dalle 9 alle 14 grazie ad un’organizzazione interna che ha messo a disposizione una stanza e più tempo per le sedute. Un’agenda sempre piena sancisce il grande risultato ottenuto. Come ha riferito Elisabetta: “Si è passati da un dato di 36 pazienti, riferito al primo anno di insediamento, a circa 150 pazienti durante il secondo anno”. In tanti dunque hanno potuto godere di una coccola, una carezza. Un grazie di cuore va a Micaela Vitarelli presidente dell’Anpof che ha sposato in pieno il progetto e ci ha aiutati nella parte burocratica”.

Il primario Renato Bisonni ha infine aggiunto: “Un aspetto da sottolineare è che tutto questo è completamente gratuito, è un grandissimo lavoro di cui possiamo godere grazie al cuore e alla generosità di chi c’è dietro. Il volontariato è una ricchezza ed esorto chiunque voglia partecipare a questi progetti di rivolgersi all’ associazione. Crediamo che questo spazio sia dovuto e necessario“.

 

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