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“Gli istituti professionali
non sono di serie B”
Le imprese garantiscono lavoro,
l’appello a giovani e famiglie

FERMO - Cna e Confartigianato Imprese hanno realizzato una brochure informativa sulla formazione professionale, che verrà distribuita negli Isc del territorio
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di Andrea Braconi

Alessandro, Giulia, Marius e Paolo, nonostante la giovane età, dentro le aziende sono già entrati. Per mettere in pratica, attraverso l’alternanza scuola lavoro, quanto appreso nei rispettivi percorsi scolastici. I loro volti brillano sulla brochure per la formazione professionale che Cna e Confartigianato Imprese distribuiranno negli Isc del territorio, unendo fino a gennaio anche incontri con alcuni artigiani.

“Scegli di seguire la nostra strada. Insieme possiamo fare cose belle” è lo slogan scelto dalle due associazioni di categoria, con un forte richiamo ad una società che in questo momento storico necessita di “operatori competenti e preparati, capaci di interagire con i moderni sistemi della produzione che oltre alla passione ed alla curiosità, richiedono sempre più competenza e cultura”. Un’iniziativa di grande valenza, sostenuta da aziende come Saltec, GF Meccanica di Precisione, Tormak e Tris Meccanica.

“Mi fa piacere questa collaborazione con Confartigianato, perché ritengo che agire e fare massa critica è sempre proficuo – ha sottolineato Paolo Silenzi, presidente della Cna Fermo -. Questa è un’iniziativa importante, con gli studenti che si trovano a scegliere cosa vorranno fare da grandi, e attraverso la quale e con l’aiuto degli istituti professionali vogliamo fare in modo che una volta che hanno sviluppato una formazione specifica possano essere assorbiti subito nel mondo del lavoro, facendo così parte di una filiera di moda o agroalimentare. È un valore aggiunto che non tutti i distretti hanno”.

Lorenzo Totò, dal marzo scorso presidente di Confartigianato Imprese di Fermo, ha ricordato il momento in cui le aziende artigiane hanno fatto l’appello al mondo associativo. “Mi sono subito confrontato con Paolo e ho trovato piena disponibilità. Le nostre imprese, soprattutto nella meccanica di precisione, moda e impiantistica, si trovano in difficoltà nell’inserire persone qualificate e quindi accade che questi investimenti non vengano fatti nel territorio. Ci sono macchinari sempre più tecnologici e non possiamo pensare di introdurre un lavoratore dopo un breve corso: serve un dipendente qualificato e preparato e in questo gli istituti professionali sono molto preparati per garantire una formazione”.

In questo periodo di scelte scolastiche, le associazioni di categoria invitano quindi giovani e famiglie a fare la scelta giusta. “C’è una visione sbagliata di questi istituti professionali, è ancora vista come una scelta non qualificante, ma le cose sono molto cambiate, soprattutto in questo periodo di crisi: sono scuole che offrono conoscenze più elevate e fanno molti laboratori”.

Ad illustrare le esigenze delle aziende Gervasio Bracalente di Tris Meccanica, che negli ultimi 5 anni ha già assunto 3 ragazzi e attualmente ne ha altri 2 in tirocinio. “Faccio alternanza scuola lavoro da diversi anni e vedo che hanno una buona base tecnica, ma i ragazzi sono sempre meno, gli istituti fanno fatica a fare nuove classi. Manca almeno un 50% di alunni che si possono inserire in un posto di lavoro a breve termine, cioè in pochi mesi, 6 al massimo. Un lavoro più che dignitoso, sia professionalmente, lavorando con strumenti di alta tecnologia, che economicamente, con uno stipendio anche di 1.400/1.500 euro al mese. Purtroppo sembra che queste scuole siano di serie B, invece non si capisce a che livello è arrivato il settore”.

“Dispiace che i genitori non spingano i ragazzi verso questi titoli di studio – ha aggiunto Enrico Matteucci della Tormak -. Oggi la persona qualificata viaggia su stipendi importanti e imparando questo lavoro a volte forse guadagna più di noi. Sono 3 mesi che purtroppo non ho tempo di mettere il ragazzo che è da me davanti alla macchina, ma avere un collaboratore preparato mi darebbe molto di più”.

Alessandro Migliore, direttore generale della Cna di Fermo, ha spiegato come la sua associazione sia sempre stata presente nei comitati tecnici delle scuole. “Ma quest’anno, grazie alla collaborazione proficua con Confartigianato, abbiamo deciso di passare all’attacco con una fase dinamica. Stiamo organizzando in tutta la provincia incontri nelle scuole. In questo territorio c’è bisogno di chi produce e la brochure lancia messaggi chiari”.

“Sentendo gli imprenditori penso di avere sbagliato lavoro” ha ironizzato Paolo Tappatà, responsabile dell’ufficio di Fermo di Confartigianato Imprese. “La brochure è il sunto di quello che dovrebbero fare attualmente le associazioni di categoria e la politica. Per la prima volta ci siamo messi insieme per fare qualcosa. Abbiamo sentito le esigenze delle imprese, cercando di individuare il problema per poi agire mettendo in campo una progettualità”.


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